Recensione “Simboli” di Gabriele Vigilante

 

 

 

Simboli è un flusso di versi che migrano dall’immaginazione del poeta per arrivare dritti al cuore del lettore; la poesia si fa pioggia lenta e costante per ritrarre il mondo interiore e quello esteriore. Brevi effigi lapidarie scorrono ritmicamente scandendo il tempo della vita, quando l’arte è concepita come una coraggiosa ricerca della verità e il poeta sa che come Atlante dovrà portarne il peso ma, al tempo stesso, è consapevole che la magia dei sogni e delle visioni potrebbe riscattare l’inchiostro amaro delle parole.

Una raccolta di poesie, pensieri infiniti dell’autore in versi.

Dolci, malinconici a volte tristi.

La vita in versi, il tempo che scorre lento ed inesorabile, implacabile ed egoista, incessante ed inflessibile.

La mia preferita è stata Pioggia:

“Il mio pensiero è pioggia. Infiniti piccoli ritratti nell’aria, riflettono le immagini del mondo mentre scorrono tutt’intorno. Come gocce di colore sulla tela, si posano…”

La lettura di queste poesie mi ha allietato la giornata, lasciando, attraverso quel velo di tristezza, un cuore che batte.

ELEONORA

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