Recensione “Novanta secondi” di Valentina Coccia

 

 

 

Dicembre 2017, Roma. Elisa decide di festeggiare con le sue amiche il consueto scambio di regali natalizi in un modo diverso, a sorpresa. Prenota una cena di social eating in un attico di Garbatella, “da Clotilde”. La sera del 22, però, è chiaro fin da subito che le cose andranno in un modo strano. La vera sorpresa sarà ciò che la cena riserverà a tutti, padrona di casa compresa, un effetto domino dal quale sarà impossibile tornare indietro.

90 secondi.

90 secondi dove la paura, le fragilità, le insicurezze mischiate con la vulnerabilità prendono forma e spazio nelle vite dei nostri protagonisti, durante una semplice di cena tra amiche.

90 secondi dove i rimpianti, i segreti vengono a galla, e non si è più come prima.

Senza ombra di dubbio abbiamo di fronte a noi personalità molto forti, ben distinte e descritte molto bene.

La personalità che mi ha più colpito è senza dubbio quella di Clotilde, un’anima enigmatica, ma sicuramente di grande spessore, una donna colma di fragilità e ferite dominate dalla sua bipolarità, un personaggio che mi ha veramente lacerato il mio cuore altamente sensibile.

Sulla scrittura posso dire che per me è stata un’arma a doppio taglio: se da un lato ha arricchito il mio vocabolario, dall’altro lato la presenza innumerevole di parole articolate hanno reso la lettura poco fluida.

La trama l’ho trovata originale, tutto ruota intorno a un evento naturale, ahimè, troppo comune, ossia il terremoto, un evento che è difficile non ti tocchi, il tutto in 90 secondi.

Una lettura che ti fa anche un po’ riflettere, ti permette di cogliere l’importanza delle cose mai dette, delle azioni mai fatte “per paura di”, l’importanza di non avere rimpianti, e di fare tutto ciò che è in nostro potere.

Il nostro tempo è un dono prezioso, e tale libro ne è la prova vivente.

 

zara

firma Claudia

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