Recensione “L’altra metà di me” di Marianna Alonzo

 

 

 

Anna è una donna che sembra avere la felicità a portata di mano: benestante, con un marito amorevole e tre figlie che l’adorano.

Tuttavia, fin da piccola, ha sempre creduto di non appartenere alla propria vita, come se qualcosa, in lei, fosse profondamente mancante e lontano.

Quella che a tutti sembra una mania depressiva, viene affrontata dalla donna con coraggio quando, alla morte dei suoi genitori, scopre i tasselli di una realtà a lei sconosciuta.

Per cercare di sentirsi viva, completa, la protagonista intraprende così un viaggio alla ricerca di se stessa, un’avventura che le apre le porte di una vecchia casa sul mare di Sicilia, a Marzamemi.

Una storia che mi ha emozionato molto e mi ha coinvolta subito.

La storia di Anna è una storia che non ti rimane indifferente, perché è una storia profonda, veemente, densa, che ti attrae come una calamita.

Una storia che mi ha riempito il cuore di emozioni sensazionali, lasciando il segno nel mio cuore di lettrice, amante di storie come queste.

La scrittura crea suspense, curiosità, voglia di conoscere il passato di Anna, e viverlo con i suoi occhi, con le sue emozioni in continuo mutamento, è semplicemente chimerico.

L’incompletezza costante di Anna è il fulcro della storia, ed è la peculiarità che la rende speciale, semplice nella sua umile vita, rendendo la narrazione avvincente.

Una storia dal finale suggestivo che ti lascia con l’animo spensierato, colmo di positività e amore per la vita.

zara

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