Recensione “Il filo di Marianna. Storia di un’impresa al femminile” di Silvia Tedde

 

 

 

Marianna è una giovane donna la cui vita sembra segnata sin dalla nascita dall’autorità paterna, il dottor Antonio Saba, notaio di Calmedia. Dopo aver terminato gli studi di legge in città, ritorna nella casa di famiglia dedicandosi svogliatamente alla preparazione per il concorso notarile. Nel borgo natale riprende i contatti con la sua amica d’infanzia, Teresa, che non ha mai conosciuto suo padre e si mantiene dividendosi tra un impiego part-time e piccoli lavori di ricamo. La vita nel paese scorre tranquilla sino a quando le eredi di una nobildonna decidono di mettere in vendita la casa materna, un palazzetto d’epoca, purché l’acquirente utilizzi la proprietà “per il maggior bene di Calmedia”. Sarà Marianna ad avere l’idea di realizzare nell’immobile un’impresa al femminile, recuperando l’antica tradizione del luogo.

La storia della nascita di un’impresa tutta al femminile, nata da un’idea di Padre Agostino, all’iniziativa prendono parte tutte quelle ragazze caparbie e con la voglia di lavorare, la prima della fila sarà Marianna seguita dalla sua amica Teresa.

Nella tranquillità della vita del piccolo paese ecco che la voglia di indipendenza e di fare di queste piccole donne verrà portata alla luce.

La riscoperta di una tradizione locale, un’impresa che darà i suoi frutti e la forza lavoro che non mancherà.

Storia di indipendenza, di realtà vissute, di donne che hanno dato una piccola svolta alla loro vita.

Una lettura rilassante e scorrevole, un buon esordio dell’autrice.

ELEONORA

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