Recensione “Di vita ce n’è una sola e altre sei” di Paola Petrella

 

 

 

Maya è una giovane donna parigina alle prese con un presente spinoso: la convivenza con Michel rende il fidanzato sempre più distante e le necessità di tutti i giorni sembrano acuire la lontananza tra i sogni della coppia e la dura realtà. Un giorno, però, un tremendo incidente diventa occasione, per Maya, di guardare le cose da una prospettiva nuova. Attraverso le movenze eleganti e gli occhi di Mia, la sua gatta, la donna riscopre il valore della libertà e nuovi modi di amarsi e amare, intraprendendo un percorso alla scoperta di sé e degli altri per costruire una vita nuova, la seconda di sette.

Una storia breve ma molto intensa.

L ‘amore percepito da Maya è uno di quelli in grado di perdonare l’ imperdonabile, perchè di vita ce ne è una sola, e la vuole vivere amando incondizionatamente, sotto un cielo senza nuvole e senza più segreti.

Ma ciò lo capisce cambiando modo di vedere la vita, da una prospettiva un po’ “felina”.

Michel purtroppo teme che scegliendo di amare una sola persona, rispettandola e prendendosene cura totalmente, possa in qualche modo sminuire il suo ego e i suoi bisogni,come volersi accontentare di quello che la vita gli offre.

In realtà poi però apprende che prendere in mano il cuore di chi si ama, accudendolo ,nutrendolo ed apprezzandolo, è l’atto d’amore più bello che possa esistere.

Mia, in tutto questo, è l’esempio lampante che l’amore incondizionato, comprensivo, intollerante, paziente, è la forma di amore che dà più accredito e più alito alla vita, rendendola semplicemente speciale.

Un inno alla vita, a viverla senza troppe paure e varie forme di infelicità che molto spesso prendono il sopravvento su di noi.

La scrittura è fine,elegante,semplicemente piacevole!

zara

firma Anna

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