Recensione “Dalle ferite, cicatrici” di Chiara Cionco

 


Ronnie è una ragazza creativa e solitaria, dotata di sarcasmo tagliente e piena di problemi. Dopo essere stata dimessa in seguito a un’overdose da oppiacei, la sua psichiatra la “costringe” a scrivere un diario, dove racconta il suo travagliato percorso verso la disintossicazione e la conquista di un’identità. Tra scuola, lavoro e litigi in famiglia, riuscire a rimanere lucida non è semplice. Ma le cose non possono sempre andare storte. Tramite l’affetto di una nuova piccola amica e la consapevolezza dei passi avanti compiuti, Ronnie procede fra alti e bassi, affrontando i suoi demoni interiori. Questo libro è il suo diario, ma non glielo dite: sarebbe molto contrariata se sapesse che lo state leggendo.

 

Hi readers Sale e Pepe, 

Oggi vi parlo del libro “Dalle ferite, cicatrici” di Chiara Cionco, autrice emergente che ringrazio per la copia eBook. 

 

Inizio subito col dire che questo libro mi ha lasciata con dei sentimenti contrastanti: da un lato, la storia raccontata dall’autrice non poteva non farmi emozionare, ha toccato tanti nervi scoperti che mi hanno fatto venire i brividi, dall’altro però ci sono stati alcuni passaggi che ho trovato un po’ lenti e anche confusionari, che hanno spento un po’ il mio entusiasmo. 

 

L’autrice ha deciso di strutturare questo libro come un diario in cui Ronnie, uscita da pochi giorni dalla riabilitazione, si racconta e mette nero su bianco tutto ciò che le accade ogni giorno.

Inizialmente il flusso dei suoi pensieri è confuso, arrabbiato, perché scrivere un diario è proprio ciò che le consiglia la psichiatra come terapia e lo fa senza alcuna voglia. Tra le varie pagine, però, pian piano si scopre una Ronnie diversa, che si apre con altri e riprende in mano la sua vita.

Mi ha colpito come viene descritto questo passaggio, ma allo stesso tempo, come dicevo, alcune cose le ho trovate “superflue”, che non è il termine perfetto, perché in un opera non si può dire che le parole siano mai superflue, ma rende abbastanza bene ciò che penso. 

 

Non nego che anche lo stile abbia influito sul mio giudizio finale, perché sicuramente ha un impatto pazzesco e spinge chi legge proprio dentro la testa di Ronnie, senza mezzi termini e senza filtri, ma allo stesso tempo focalizza tutto solo su di lei, lasciando poco spazio al contorno, che, quando si intromette con altre voci, oltre quella di Ronnie, rende meno “fluida” la lettura, almeno per i miei gusti. 

 

Per quanto mi riguarda ho vissuto il bullismo in tutte le sue forme e questo forse mi ha spinta ancora di più ad essere critica con questo libro, ma devo anche aggiungere che l’ho letto in un periodo particolare, forse di apatia, così, prima di recensirlo, ho deciso di rileggerlo (almeno in parte) e devo dire che il mio parare è leggermente cambiato, ecco perché ho deciso di modificare la mia recensione dando mezzo punto in più. (Solo gli stupidi non cambiano opinione) 



Credo che l’autrice abbia talento e che possa solo migliorare con la pratica e l’esperienza. Già in questo testo ha raccontato di sentimenti contrastanti, di bullismo, della difficoltà di sentirsi emarginati e diversi, della freddezza e dell’indifferenza e l’ha fatto bene con parole crude, che fanno riflettere.

Ci ha mostrato quanto la mente sia sottile come un filo di capello e possa rompersi con estrema facilità, distruggendo sia la persona che chi le sta intorno, per questo vi consiglio questa lettura e spero darete una possibilità a Ronnie e alla sua storia.

Ps. Da rivedere anche l’editing, che non ha aiutato.

 

 

firma Claudia

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