“Viola” di Monica Lombardi – Recensione

 

 

 

 

Hai imparato da bambina a non farti illusioni, ad accettare una vita sbagliata.

Poi un incontro cambia tutto. Solo che, alla fine, non cambia niente. Perché tu sei sempre la stessa: una randagia.

Allora accetti finalmente il tuo ruolo, il tuo destino, e decidi di viverlo fino in fondo.

E quando lui ti cerca, gli volti le spalle e pensi di poter andare avanti per la tua strada.

Ma anche quella, alla fine, è solo un’illusione. Perché lui, ormai, è parte di te.

Randagia, una parola che la ossessiona fin da piccola. Un’insignificante orfana alla ricerca disperata di una famiglia.

Se nel primo capitolo si è svelato il protagonista maschile Adam, in questo si parte dalla vita di Viola, i suoi stati d’animo, le sue incertezze e le sue certezze per arrivare a momenti di spionaggio vero e proprio, attimi di indagini sul campo, le prime rappresaglie da innamorati, e la passione che lentamente si svela.

Adam e Viola sono due testoni, ecco come li definisce il loro amico in comune Noah.

Monica Lombardi ha la capacità di rendere semplice ed elementare anche la più complessa operazione di spionaggio. La sua scrittura è veramente semplice, scorrevole, cattura il lettore, anche il meno “colto” e rende tutto reale e tangibile.

I momenti di eros sono descritti con molto tatto, dolcemente, ed ogni bacio e tocco sembrano sublimi.

Mi è piaciuta la serie “Storm”, mi sto innamorando di questi protagonisti ancora non del tutto scoperti. Noah? La vera incognita, complesso, tenace, caparbio, indomabile, una pallina di flipper schizzata.

Tengo duro fino al terzo volume… Monica continua così.

firma Claudia

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