Tripla recensione “I want you” di Vi Keeland e Penelope Ward

 

 

 

 

Cara Bridget,
ho deciso di scriverti perché non so come altro farti arrivare il mio messaggio. E così, eccomi qua. Non siamo fatti per stare insieme. Tu sei una mamma responsabile, con la testa sulle spalle. Io sono uno specializzando di passaggio, vivo nella tua dépendance e tornerò a casa in Inghilterra appena il tirocinio sarà terminato. Eppure… Per qualche dannato motivo, non riesco a smettere di pensarti. Ti desidero. E credo che anche per te sia lo stesso. Me lo dicono i tuoi occhi ogni volta che una delle mie battutine fastidiose ti coglie impreparata. La mia attrazione per te non è un gioco. Questa lettera è un promemoria per ricordarti che siamo adulti, che il sesso è una pratica salutare e, soprattutto, che puoi trovarmi a pochi passi dalla tua cucina. Inoltre, vorrei farti sapere che la mia porta sarà socchiusa, qualora decidessi di venire a trovarmi nel cuore della notte. Chissà, prima o poi.
Da parte mia, niente domande.
Pensaci.
Simon

Oggi vi presento la mia recente lettura.
Ho capito che queste due autrici insieme sono un portento.
Riescono a rendere speciali le loro donne e anche gli uomini
protagonisti.In questo romanzo il nostro personaggio maschile
Simon Hogue, alle lettrici come un bravissimo giovane dottore,
tutto portato al lavoro, l’amicizia e il divertimento.
Simon, durante il turno in ospedale come medico specializzando
nel pronto soccorso interviene su una parte molto intima di una
donna, l’incontro è scoppiettante, intrigante, divertente.
Ma imbarazzante per Bridget Valentine, mamma single di un
bimbo di 8 anni, e anche lei lavora come infermiera, ma in un altro
Ospedale . Dopo il loro primo incontro, sembrerebbe chiusa ogni
loro probabilità o prospettiva di conoscenza ma il destino li riunisce,
e questa volta un amicizia in comune darà una mano ad una convivenza
nella dependance in affitto. E per non dire che il destino non ci vede
bene, si ritroveranno anche a lavorare bello stesso ospedale.
Così decidono di avere un rapporto puramente fisico senza sentimenti.
Sia perché Bridget ha paura che lei e il figlio Brendan possano
affezionare a Simon e anche perché il tempo a loro disposizione
ha una scadenza, dato che lui una volta finita la specializzazione
in America, tornerà a casa, dato che è Inglese, a km di distanza,
in un altro continente. E oltretutto lui non sa essere legato
sentimentalmente, e avere dei figli, non sentendosi maturo, e
con un segreto che si porta dietro da quando era adolescente e
di questo non riesce a parlare a Bridget . Così parte.
Bridget ha sempre cercato di non innamorarsi, perché sapeva
che sarebbe partito. Ma più di tutto, la paura che suo figlio
avrebbe sofferto il suo abbandono. Quindi lo lascia andare .
Durante la lontananza Simon riuscirà ad affrontare il suo
dolore segreto ?
Sentirà la mancanza di Bridget e Brendan ?

Non vi resta che leggere ” I want you ” per scoprire e amare come
me questo romanzo. Ve lo straconsiglio !

Un romance interessante, con note brillanti e molto divertenti e toni commoventi fino alle lacrime, il tutto unito da una scrittura molto piacevole.

Bridget è una giovane vedova che si arrabatta fra il suo essere mamma di un bambino di nove anni e il suo lavoro di infermiera. Simon è un giovane dottore inglese che sta facendo un internato negli Stati Uniti.

Il loro primo incontro è esilarante e denota il tenore del romanzo: lei si presenta al pronto soccorso con un amo infilato in un gluteo e lui è il dottore che deve medicarla. Da qui partono una serie di incontri casuali, o orchestrati dal destino, che faranno sbellicare dalle risate il lettore e che lo faranno innamorare dei protagonisti e della storia.

Ben bilanciata la lotta di entrambi fra la convinzione di dover stare lontani uno dall’altra e la passione che invece li spinge a saltarsi addosso.

Commovente infine il pensiero fisso a quel bambino senza padre che non chiede mai niente a nessuno ma che è impossibile non amare.

Davvero una bella storia che consiglio!!!

Non posso dire che sia il capolavoro della Ward, però a me è piaciuto.

Una piacevole sorpresa nella sua semplicità, dialoghi diretti, personaggi reali.

L’ambiente ospedaliero come ambientazione dottore ed infermiera, un incidente, un amo di troppo (non perdetelo d’occhio), una lezione di pesca andata male, un coinquilino super sexy, un figlio e la paura di legarsi ancora.

Il più grande rischio è non correre rischi.

Ma quando c’è di mezzo il cuore i rischi sono ai massimi livelli, la tensione e l’adrenalina alimenta la paura e i battiti scandiscono le insicurezze.

Fuggire, scappare, crogiolarsi nel ricordo di un matrimonio felice, mettere un freno a quella corrispondenza hot.

L’epilogo? Da favola.

Un anello particolare, un sogno che si realizza, un dottore sexissimo e… “Ti amo, Bridget, così tanto che sono fuggito oltreoceano, ma non posso più scappare, perchè ho i bisogno di te è più grande della paura che provo amandoti.”

Chi non vorrebbe un dottore così.

 

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