Review Tour “Un guaio chiamato Amore” di Marina Galatioto

 

 

 

Joy si ritiene una perdente, una buona a nulla sovrappeso con poche speranze per il futuro. Pensava di avere almeno l’amore ma, ben presto, si ritrova a fare i conti con un’amara realtà.

Di nuovo sola, senza una casa e senza un lavoro è costretta a ripartire da zero. Delusa e amareggiata, Joy vaga per Clearwater a bordo della sua auto scassata in cerca di una soluzione che le eviti di tornare, umiliata, a casa dei suoi genitori.

Decide così di entrare in un grande magazzino e mentre curiosa nel reparto letti le viene un’idea: perché non nascondersi in un bagno e dormire lì? Magari la fortuna potrebbe girare, nel frattempo.

Tutto sembra filare liscio finché un addetto alla sorveglianza la scopre e la conduce dal direttore in persona: Avery Wallreens.

Disperata, le racconta la sua storia e lui, a sorpresa, sembra crederle, a tal punto da concederle un impiego occasionale come commessa. Peccato che non abbiano fatto i conti col fratello maggiore di lui: Blaine. Snob, arrogante, sexy e abituato a cambiare donna con la stessa facilità con cui si cambia le camicie, non si fida affatto di questa ragazza.

Chi la spunterà? Joy e Avery sembrano assolutamente compatibili, due anime affini, mentre Blaine è l’esatto opposto: sprezzante e superbo.

Riuscirà Joy a conquistare la loro fiducia e a dimostrare, anche a se stessa, che merita almeno un’occasione nella vita?

Se è vero che non è tanto quel che pensano gli altri di te a farti soffrire, quanto ciò che tu pensi di te stessa, sarà in grado di chiudere definitivamente i conti col passato, guardare il suo corpo con occhi nuovi e riaprire il cuore all’amore?

 

 

È un libro spumeggiante, brioso e frizzante, divertente per certi versi, semplice e profondo per altri.

Tra le righe nasconde il disagio di un corpo non perfetto, quelle curve in eccesso che creano stupidi preconcetti sulla bellezza esteriore, Joy e il rapporto con il suo corpo, traumi infantili e vittima di bullismo, all’età adulta si ritrova a non accettarsi ancora una volta e a sentirsi inferiore in tutto quello che fa.

“Povera”, senza un tetto sulla testa, si rifugia nel centro commerciale di Blaine, incontra per caso Avery e inizia a lavorare per quel magazzino prossimo alla chiusura, ideando vetrine originali e portando all’aumento delle vendite.

Tutto questo sotto il naso e l’occhio vigile e attento di Blaine, egocentrico e spocchioso capo, nonché fratello di Avery.

L’attrazione tra i due va di pari passo all’odio reciproco, eppure quel gioco di parole, battibecchi continui, insulti e offese incrementano l’attrazione e la passione scatenando un accordo di sesso-tetto.

Un rapporto distruttivo tra i due che non porterà a niente di buono, sarà solo sesso o anche il cuore entrerà in gioco?

La scrittura semplice dell’autrice delinea in modo dettagliato le vicende, portandoci alla conoscenza dei protagonisti, odiando Blaine e amando la dolce Joy. Avery, poi, è la ciliegina sulla torta.

Un libro che sotto il Natale è un tocco di magia, è il primo libro di questa autrice che leggo e sinceramente sono intenzionata a recuperare la sua bibliografia.

 

firma Claudia

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