Recensione “Un’inattesa attrazione (Sins of the Cities Vol. 1)” di KJ Charles

 

 

 

Nel primo emozionante volume della nuova serie vittoriana firmata da K.J. Charles, un segreto amore romantico e un mistero inquietante legano due uomini singolari.

Tenutario di una pensione, Clem Talleyfer ama la vita tranquilla. È felice dei suoi hobby, del suo lavoro, e soprattutto del suo inquilino Rowley Green, con il quale ha stretto amicizia durante le lunghe serate insieme accanto al fuoco. Se solo l’ordinato, preciso e irresistibile signor Green fosse interessato a qualcosa di più dell’amicizia…

Rowley desidera soltanto essere lasciato solo, almeno finché non conosce Clem, con i suoi modi strani e affascinanti e i suoi magnifici occhi. Due uomini silenziosi, che alloggiano nella stessa casa e raggiungono un’intesa: potrebbe essere perfetto. Ma il corpo brutalmente assassinato di un altro inquilino viene gettato sulla soglia dell’abitazione, mandando in pezzi la loro pacifica esistenza.

Clem e Rowley si trovano coinvolti in un mistero, minacciati su tutti i fronti da uomini violenti, mentre la letale nebbia di Londra si chiude su di loro. Per riuscire a cavarsela, la coppia dovrà imparare a condividere i propri segreti e il proprio cuore.

Amo i romanzi con ambientazione storica e questo non fa eccezione.

L’ambientazione è ben descritta, gli usi, i personaggi, i dialoghi, sono evidentemente frutto di uno studio del periodo descritto.

Clem e Rowley, i nostri protagonisti, sono di una dolcezza infinita.

Clem è un uomo dal carattere singolare, cresciuto negli agi pur essendo figlio illegittimo di un conte, Rowley, invece, ha avuto un’infanzia caratterizzata da violenza e povertà.

E’ un romance suspense con elementi tipici del thriller ben scritto, mette a proprio agio il lettore e scorre che è “na bellezza”.

Di grande impatto l’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi, con una particolare attenzione sul loro passato e il sendo di inadeguatezza che sentono in varie situazioni.

La Londra di fine ottocento fa da sfondo, con la nebbia che la caratterizza, i suoi punti di riferimento e la sua cultura.

Una storia inaspettata che mi ha sospreso.

Devo ammettere di averla adorata in ogni sua sfumatura.

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