
Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un’intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all’uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c’è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche. Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell’alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l’impaccio, l’attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l’innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella. Quando lei e Wessex anni dopo si rincontrano, Cecily non è più la stessa, ha accantonato ogni velleità matrimoniale, i balli e gli abiti sfarzosi sono solo un ricordo. La ragazza di un tempo ha lasciato il posto a una giovane donna che ha scoperto le lusinghe dell’indipendenza e l’eccitazione della libertà. Due qualità irresistibili, sufficienti a far capitolare un duca. Ma come si fa a sedurre una dama che ha giurato di restare zitella?

Mi sono divertita un mondo a leggere questo romanzo e, devo confessarlo, l’ho letto ad alta voce immaginando la classica voce fuori campo alla Bridgerton!
La protagonista, Miss Cecily Higgins, desiderava ardentemente un marito. Uno qualunque. Si era applicata con dedizione in tutti quegli ambiti che rendono una fanciulla una moglie modello, armandosi di un piano d’attacco degno del miglior stratega. I casi della vita però (leggi: sfiga) la costringono a stravolgere i suoi piani. Abbandonata l’idea del matrimonio, Cecily trova un nuovo scopo mettendo a frutto le sue doti organizzative e gestionali… finché non si ritrova sul divano “circa centottanta libbre di carne” svenute: il Duca di Wessex in persona. Ovvero Miles Guilford, con cui in una delle sue tante “stagioni” aveva avuto dei curiosi trascorsi.
Il destino a volte forza la mano e fa rincontrare le persone per un motivo. Cecily non è più la goffa ragazzina che Miles ricordava, ma una donna forte, decisa, un pizzico anarchica e decisamente attraente. Quanti altri incontri fortuiti ci vorranno per far combaciare intenzioni e interessi? Tanti, tantissimi! Se il bel duca ha trovato in lei la donna perfetta da rendere sua duchessa, lei non ci pensa nemmeno a rinunciare alla sua sofferta indipendenza. Ne nasce un tira e molla esilarante: deliziosi i tentativi di Miles di impalmarla, altrettanto lesti quelli di Cecily di svignarsela.
La scrittura in terza persona di Rebecca ha un’impronta inconfondibile: ironica ma elegante, frizzante e pregiata come una coppa di champagne. Nella prima parte ho avvertito un po’ la mancanza dei suoi iconici dialoghi scoppiettanti, perché la narrazione si prende i suoi tempi, ma ben presto la storia decolla con interazioni capaci di conquistare fino all’ultima riga.
L’evoluzione di Cecily è splendida: al di fuori delle convenzioni dell’epoca, riesce a esprimere tutto il suo potenziale. Sappiamo bene che nel 1800 le donne contavano poco più di un soprammobile, ma Cecily dimostra non solo di essere all’altezza di un uomo, ma di possedere una lungimiranza e una premura femminile, mai stucchevole, che aggiungono ancora più valore al suo piglio deciso. L’ho adorata.
E del protagonista maschile che dire? Viene introdotto quasi come una comparsa per buona parte del libro, lasciando brillare Cecily, ma Miles è un uomo che sa guardare oltre le apparenze. Cosa nota per prima cosa in lei? Non il titolo o l’avvenenza, ma il fatto che balli divinamente! E oltre a questa dote, a conquistarlo sarà proprio il carattere indomito di Cecily. Una donna lontana anni luce dalle solite damine insipide del Ton: invece di ridursi al ruolo di grigia zitella, si è trasformata in una splendida amministratrice di tenuta. Un’anticonformista che mette la propria libertà davanti a tutto (anche a un ottimo partito) e che la rivendicherà a tutti i costi. Impagabile.
Con due protagonisti fermi sulle proprie posizioni, decisi a credere che tra loro ci siano solo affari e convenienza, Rebecca si riconferma nell’olimpo delle autrici del genere. Che si tratti di storico o contemporaneo, la sua maestria nel mixare romanticismo, brillantezza e ironia non delude mai.



![]()


Lascia un commento