Recensione “Un pixel di follia” di Sarah Bernardinello

 

 

 

Rafael Lorenzo Marquez decide di congedarsi dalla Marina e dai SEAL: il suo Team non viene ricostituito, e lui si trova a dover scegliere cosa fare della propria vita. Si rivolge quindi all’amico AJ Todd, suo ex capo nei SEAL, e vola a Chicago, certo che AJ possa aiutarlo a trovare un lavoro e a costruirsi una nuova vita. L’impatto è notevole, soprattutto quando si trova di fronte il capo della sicurezza del Soul Club, uno degli uomini più fidati del fidanzato del suo amico, Adonais Malthus, il miliardario proprietario del locale. Un impatto talmente forte da far barcollare le sue sicurezze.

Neal Maynard è un uomo tutto d’un pezzo, pragmatico e sicuro di sé, che nasconde dentro l’anima diversi segreti, non ultimo quello che gli ha fatto lasciare alle spalle le proprie origini per crearsi una nuova esistenza nella terra delle opportunità. Uno di quei segreti comincia a sgretolarsi non appena i suoi occhi si posano sul giovane uomo dagli occhi scuri, arrivato dalla California per iniziare una nuova vita, e tutte le sue convinzioni e le regole autoimposte rischiano una battuta d’arresto che non aveva previsto.

Rafa è costretto non solo ad affrontare delle situazioni a cui non era abituato, ma che sconvolgono tutto ciò in cui crede; a questo, si aggiunge una crisi che lo vede coinvolto in prima persona, e che rischierà di portare alla distruzione di un mondo che ha appena iniziato a conoscere.

 

 

 

 

Hi lettrici e lettori Sale e Pepe 

Oggi vorrei parlarvi del libro “Un pixel di follia” di Sarah Bernardinello, terzo volume della serie “Chicago Season”. 

Ammetto che non ho letto i volumi precedenti della serie, ma la trama di questo e alcuni degli elementi che avevo letto essere presenti (la categoria paranormal) mi hanno comunque convinta ad iniziarlo. 

 

Non ho avuto grosse difficoltà a collegare tutto, ne a riempire i vuoti di informazioni che mancavano, anzi, se è il caso sono piuttosto curiosa di recuperare i precedenti per avere poi, ancora di più, il quadro completo, avendo tempo l’avrei già fatto prima di iniziare questo volume, ma non mi è stato possibile, per cui mi riprometto di farlo appena potrò. 

Che dire di Neal e Rafael, sono apparentemente una di quelle coppie in cui i membri si dividono in due categorie:  un personaggio st***o e leggermente bipolare, ovvero, il grande gigante NON gentile Neal e uno tutto fiducia e affetto, con cui non si può fare a meno di entrare in sintonia e qui mi riferisco a Rafael. 

 

L’autrice però approfondisce e quasi ribalta questi stereotipi, presentandoci diverse sfumature dei caratteri di entrambi, ci spiega i perché, mostrando il loro percorso emotivo e tutto quello che li ha resi ciò che sono. 

 

Neal, che è sicuramente il personaggio più “ostico” con cui entrare in empatia, per via del suo atteggiamento distaccato, si rivela in realtà un uomo molto ferito da passato doloroso e con cicatrici che non sono guarite, il terrore di amare e soffrire ancora lo spingono ad allontanare tutti e in particolare a farlo con Rafael, per cui ,sin da subito, percepisce di provare qualcosa. 

Rafael, è invece è  più facile da capire e da giudicare, la sua storia ci viene spiegata già dall’inizio ma non è di certo spensierato, ha anche lui il suo bagaglio di esperienza negative e di demoni interiori, che non sono affatto facili da superare, ma a differenza di Neal non fugge da questi, li affronta a testa alta con tutte le difficoltà del caso. 

Forse proprio per questo quando si trova davanti il muro eretto da Neal attorno al suo cuore non demorde e cerca di fare breccia in esso.

Alla fine la sua tenacia  non stava dando i frutti sperati, però il corso degli eventi e qualcosa di esterno al loro volere, non vi starò a dire come o cosa ma solo che è stato un bel “problema”, è riuscito a far aprire gli occhi (e il cuore) al gigante testardo . 

 

PAYNE

 

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