Recensione “Un amore in carriera. Strictly Business” di Carrie Elks

 

 

 

Ava è appena tornata da un’indimenticabile vacanza in Europa e le cose non potrebbero andarle meglio. Ha un’abbronzatura perfetta, è piena di energie positive da dedicare al lavoro e ha preso un’importante decisione: proverà ad avere un bambino.

Non importa se è single, ce la farà benissimo da sola. Ha trentasei anni e una carriera di successo, è sicura di riuscire a gestire tutto alla perfezione.

Ma appena rimette piede in ufficio, carica di ciambelle per festeggiare il rientro, scopre con orrore che la postazione del capo è occupata da… Myles, la sua nemesi. Il collega più insopportabile che abbia mai avuto è stato nominato temporaneamente responsabile, in attesa di riorganizzare l’azienda. Per Ava è un disastro di proporzioni epiche: non solo Myles continua a punzecchiarla in modo irritante, ma è preoccupata di dover rimandare la gravidanza finché la situazione lavorativa non sarà tornata stabile. Una cosa è certa: deve mantenere segreti i suoi piani a qualunque costo. Con il passare del tempo, però, Myles comincia a mostrarsi diverso da quello che Ava immaginava. Possibile che il collega più odioso di sempre si riveli il partner ideale?

Avevo una serie di libri romantici e frizzanti, commedie americane su carta che mi facevano venire l’acquolina in bocca, sapientemente tenute da parte per essere lette sotto l’ombrellone con il sole che bacia la pelle dorata.

Sole, mare e cuore…

Ogni libro mi ha lasciato delle emozioni, delle sane risate, degli argomenti su cui riflettere, una morale da prendere come ispirazione, serbandola nell’ intimo, lasciando i pensieri liberi di volteggiare intorno a me.

Questo libro mi ha dato molto su cui riflettere, una donna in carriera con l’orologio biologico che pretende attenzioni scandendo il tempo in maniera eclatante.

Ava a trentasei anni decide di diventare madre, di assumersi tutte quelle responsabilità e i pesi che ne derivano, da sola. Parte per la sua vacanza in Spagna e si informa su tutto l’iter da seguire per soddisfare quel desiderio di maternità che è in lei.

Quando rientra in ufficio, con le sue ciambelle preferite in mano e radiosa come non mai, trova ad aspettarla nell’ufficio del suo responsabile, Myles, la sua nemesi per eccellenza, pronto a punzecchiarla e a irritarla con la sua precisione da uomo d’affari.

Tra Fizzy Friday non consentiti, feste di compleanno a sorpresa e libri da promuovere, i due lavoreranno fianco a fianco e si apriranno a confidenze e pensieri come due vecchi amici, fino a quella proposta: “se vuoi un bambino, posso dartelo io.”

Da qui è un crescendo di emozioni, di frasi non dette, di piccoli gesti che ti faranno innamorare del “nemico”, di quella voglia di famiglia, di quei baci così inaspettati, di quei gesti così delicati.

“Gli ormoni sono impazziti! Non innamorarti dell’unico uomo da cui dovresti fuggire.”

Il tutto è condito dalle Olimpiadi di Misty Lakes e da una madre un po’ maldestra e stramba.

Libro a dir poco spumeggiante.

Io adesso voglio il libro su Liam o, giuro, che scateno l’inferno.

Anna

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