
Aurora È sopravvissuta al Re Lupo, ma ora lui la rivuole con sé. Secondo l’antica Legge dei Lupi, adesso lei è una sua proprietà. Per sconfiggerlo e sottrargli la corona, Aurora e Callum devono stringere una pericolosa alleanza con uno dei Lupi più temuti del regno: Blake. Un nemico misterioso e magnetico, che ha legato indissolubilmente la propria vita a quella di Aurora: se lui muore, muore anche lei. Mentre cerca disperatamente di spezzare questo legame, Aurora comincia a sospettare che Blake nasconda verità oscure su un potere che si risveglia al Nord: una minaccia ben più grande della contesa per il trono incombe sul Regno dei Lupi e quello degli Uomini… Con i nemici che si avvicinano e il suo cuore sempre più preda di emozioni contrastanti, Aurora potrebbe essere l’unica in grado di fermare un antico male. Riuscirà a capire di chi fidarsi? A chi appartengono lei e il suo cuore? E, soprattutto, riuscirà a sopravvivere?

Se pensavate di aver scoperto il potere segreto di Aurora vi ricrederete, questo secondo capitolo vi trascinerà in un abisso di sogni e segreti dove nulla è come sembra…
Continuano le avventure della principessa Aurora nelle terre del nord, tra lotte di potere fra clan dove viene vista sempre come una pedina da qualcuno.
Il suo legame con Blake è inquietante, ambiguo, a tratti insopportabile, c’è delicatezza e provocazione negli atteggiamenti del guaritore verso la coniglietta: “Sei abominevole” – “Grazie” – “Non è un complimento” e la gelosia di Callum viene scatenata più volte.
Mentre nel primo romanzo viene messa in primo piano la relazione fra Aurora e Callum, in questo sono più le sue interazioni con Blake a essere evidenziate, i viaggi che l’uno fa nei sogni e ricordi dell’altra/o, le sensazioni che vengono condivise, gli istinti da mezzo lupo che cercano di scardinare la razionalità. I due condividono le violenze che hanno subito da bambini per far sì che la loro metà lupo venisse messa a tacere, cicatrici sul corpo e nell’anima, incubi che appaiono nel sonno e nella veglia, una trance che li traghetta nell’abisso dei ricordi.
La principessa apprezzerà sempre più la libertà di espressione che regna fra i lupi, così spontanea e libera dalle regole dell’etichetta nelle quali è stata cresciuta.
“In questa danza invece c’è qualcosa di più ribelle, come se i passi non contassero davvero, purché ci si diverta”; ma la sua posizione in quanto donna non è cambiata affatto: “sono sempre stata definita dai miei rapporti con le altre persone; anche adesso è così. È soffocante, limitante”
Il lupo che è in lei scalpita sotto la pelle, i denti formicolano, la parte ancestrale freme, il plenilunio è vicino, il timore e la curiosità la stanno devastando.
Un nuovo affascinante quanto inaspettato personaggio farà l’ingresso nella storia, che sarà, credo, determinante nel prossimo capitolo che segnerà la fine della trilogia.
Ho trovato questo secondo romanzo più confusionario, l’introduzione di troppi clan e interessi politici secondari rischia a tratti di far perdere la bussola, rallentando l’evoluzione del fulcro narrativo. Sebbene il ritmo sia sempre vivace l’ho trovato inizialmente più sottotono ma, lo sappiamo, è normale per i romanzi di mezzo di una serie.
La parte finale riprende tono e si fa interessante quando la verità sulla natura di Aurora e Blake vengono rivelati.
Rimane sempre il sospetto sulla lealtà dei vari personaggi e degli interessi tenuti nascosti.
Ma un pericolo ancora più grande si sta affacciando all’orizzonte, “una vecchia minaccia sta risorgendo”: i seguaci di Notte che intensificano le loro attività, Aurora che viene reclamata anche da un dio oscuro temuto da tutti, e il desiderio del principe della notte che diventa preghiera:
“Permettimi di averti. Una volta sola. Ti prego”



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