Recensione “Se il mare prende fuoco” di L. A. Witt

 

 

 

 

Sergei Andronikov era solo un bambino quando la mafia ha sterminato la sua famiglia, lasciandolo senza niente eccetto la sua sete di vendetta. Anni dopo, grazie a una spietata strategia e alla sua infinita pazienza, lavora come sicario per le tre famiglie che dominano Cape Swan… ed è quasi nella posizione di poterle annientare tutte dall’interno.

 

Domenico “Dom” Maisano è un mafioso di alto rango, un uomo d’onore e… un killer. È intrappolato in una vita violenta a cui non può sfuggire, lottando per difendere un’immagine che non vuole e per reprimere dei desideri che non può soddisfare.

 

Un incontro casuale fa incrociare le strade dei due assassini. Anche se Dom sa che è un gioco pericoloso, è affascinato e continua a tornare da Sergei. Anche Sergei non riesce a resistergli… Dom rappresenta tutto ciò che ha intenzione di distruggere, ma è anche tutto ciò che ha sempre desiderato in un uomo.

 

Quindi, Sergei riceve l’incarico che stava aspettando… l’omicidio che potrebbe mettere in ginocchio la mafia di quella città.

 

Ma quando un boss fa una mossa inaspettata, Sergei deve scegliere se sferrare il colpo mortale alle famiglie che ha giurato di eliminare o se proteggere l’uomo che si è ripromesso di non amare.

 

E la scelta sbagliata… o anche quella giusta… li distruggerà entrambi.

 

 

 

Hi readers Sale e Pepe,
Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica old but gold versione MM.
Oggi parliamo del libro “Se il mare prende fuoco” di L.A. Witt.

Il libro ha 6 anni (mi sono data un limite di almeno 5anni) e la scelta di questo titolo è dovuta a quattro fattori:
1) l’avevo nel Kindle da un po’ perché acquistato durante una giornata in cui fu gratis;
2) una persona di cui mi fido l’ha letto e adorato;
3) lo potete trovare anche su Kindle unlimited (quindi più fruibile da tutti);
4) ultimo ma non meno importante, la trama era SUPER intrigante.
Per cui eccomi qui a parlare della storia
di Sergei e Domenico.

È un mafia romance e non uno di quelli leggeri in cui la mafia è solo “di sfondo”: c’è violenza, sangue, morte e intrighi tipici del mondo della malavita.
Tutti questi elementi cruenti e crudi si contrappongono nettamente con l’amore di Sergei e Domenico.
Pagina dopo pagina, ho proprio notato una scissione, tra la violenza nelle vite dei due e la loro relazione.
Difatti quest’ultima, sin dal primo vero incontro,( quello in cui nessuno dei due era in fin di vita), si basa su attrazione, chimica, sensualità estrema, ma, inaspettatamente anche dolcezza.
Il sesso, seppur non sempre romantico e gentile, risulta sempre liberatorio, vero e profondo.

 

“Stare sotto un uomo d’onore era pericoloso, ma Dom aveva un nonsoché di stranamente… rassicurante. O per lo meno non era minaccioso, il che era strano per un criminale di professione molto più grosso e probabilmente più forte di Sergei. Il leone che coccolava l’agnello… non c’era bisogno che sapesse che l’agnello era un lupo travestito.”

Questa dualità non è però solo all’interno della relazione, ma è presente anche nella caratterizzazione che l’autrice fa di questi due tormentati uomini.
Entrambi mostrano al mondo due maschere, quelle da assassini senza scrupoli, che rappresentano solo una facciata che hanno costruito per sopravvivere alla (mala)vita.
In realtà nessuno dei due ha scelto di farne parte. Il destino, ma soprattutto l’odio, il dolore e la paura (in diverse forme) li hanno spinti a diventarne membri effettivi e quindi a dover nascondere il loro vero io.
Ed ora si ritrovano uno da un lato e uno d’altro di questo mare di morte e distribuzione.

“fare sesso con un uomo era diventato una strana ancora di salvezza per tutti e due. La droga che cercavano quando la vita in quella città instabile si faceva insopportabile. Ogni tanto Dom aveva bisogno di Sergei. Ogni tanto Sergei aveva bisogno di Dom. Ogni tanto, sembrava che entrambi fossero sull’orlo della follia, e il biglietto di ritorno prevedeva pelle e lubrificante.”

 

L’uno nell’altro trovano inaspettatamente un’ancora di salvezza e una via di fuga temporanea dal mondo di sangue e violenza che li circonda.

“Sergei gli aveva indubbiamente salvato la vita quella prima notte, ma Dom stava iniziando a pensare che continuasse a farlo ogni volta che si vedevano. Era diventato una droga. Non una presa per divertirsi, ma una che permetteva a tutto di continuare a funzionare come doveva”

 

 

 

Proprio per la pesantezza del clima che circonda i due ho letto il libro lentamente, perché dovevo assorbire la crudeltà e tutto il resto.
Ma comunque… Mamma mia che brividi! Mi sono pure dovuta fermare intorno al 70% perché una certa scena mi ha torto le budella e non riuscivo ad andare avanti, da lì in poi è stato un crescendo di ansia e tensione che mi hanno fatto venire una leggera tachicardia che non se n’è mai andata fino all’epilogo.

Insomma, un mafia Romance come non ne leggevo da ANNI, crudo, freddo, incredibilmente intenso e violento.
Due protagonisti incisivi e indimenticabili e una parte romance intensa e passionale.

Non è un libro perfetto, mentirei se lo dicessi, perché ci sono parti ripetitive e forse delle cose “irrealistiche”, però a me è piaciuto e lo straconsiglio agli amanti del genere!

 

Giovanni

4,5 stelle
4,5 stelle

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