
In una piovosa città italiana due ragazzi alla ricerca del proprio posto nel mondo si incontrano in ascensore. È il primo giorno di lavoro di Noemi, una giovane artista talentuosa. Determinata a sfidare le avversità dopo un tragico incidente che l’ha costretta su una sedia a rotelle, per compiacere la madre e dimostrarle la propria indipendenza, ha deciso di accettare uno stage in una grande azienda, senza però rinunciare al sogno di divenire una fumettista. Gabriele è il suo nuovo supervisore: un ingegnere informatico dall’anima introversa e gentile, invischiato da anni in un amore non corrisposto per un’amica d’infanzia. La recente promozione non l’ha motivato come avrebbe dovuto ed amici e familiari non sanno più come aiutarlo. Nonostante le enormi differenze caratteriali, Noemi inizia a ritrarre Gabriele nel suo diario e il ragazzo, incrociando il suo sguardo vivace, è costretto a rivedere le convinzioni che aveva sull’amore. L’attrazione particolare che li unisce non può essere infranta, potrebbe anzi essere un tassello mancante nei loro sogni.

Una storia che entra lentamente in circolo e che non ti lascia troppo presto.
Un’attenta lettura, non molto scorrevole per via delle troppe emozioni che ti investono.
Noemi è diversamente abile, dopo un tragico incidente è rimasta in sedia a rotelle; ritrattista e fumettista non si è mai arresa nella sua vita, affrontandola con tutte le sue sfumature di colori.
Gabriele è invece ancorato in una storia senza via d’uscita, è il classico pessimista che nella vita vede o bianco o nero. Freddo, riservato, distaccato e introverso, come la stessa protagonista lo descrive.
Insieme? “Una giovane hippie in carrozzina e un uomo in giacca e cravatta.” Un caos di colori, di emozioni, di parole non dette e di appuntamenti che faranno parte di una routine difficile da svincolare.
Una storia che cresce lentamente, che non ha quel salto di passione, ma dialoghi “silenziati” in macchina.
Due anime diverse tra loro, opposti nei colori e nel carattere, complementari nella voglia di rinascere e riprendere in mano la situazione.
Ho trovato questo romanzo come un inno alla capacità di adattarsi, alla resilienza.
L’imperfezione che diventa perfezione inaspettatamente.




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