Recensione “Ricordi di noi: (Dreams Trilogy #3)” di Carina Adams

 

 

 

Giovane amore.
Imprevedibile. Sfuggente. Si dice che non duri mai.
Innamorarsi quando si è adolescenti non dovrebbe plasmare la vita, ma definirci
Avevo quindici anni quando mi innamorai del ragazzo con le stelle negli occhi. A diciassette anni, cercando disperatamente di combattere le correnti che ci separavano, contro il volere delle nostre famiglie, lo sposai. Determinata a far funzionare le cose, mi sono diretta all’università mentre lui si è trasferito dall’altra parte del Paese, ognuno inseguendo i propri sogni.

Innamorarsi era stato facile. Far funzionare le cose invece è stata la parte difficile.

Ho guardato e tifato da lontano mentre Dean diventava una celebrità irriconoscibile. Trascorrevo i miei giorni fingendo di essere felice e godendomi la mia vita normale, mentre lui cadeva sempre più nel baratro della fama, con un nuovo titolo sui giornali ogni settimana. A un certo punto del percorso, abbiamo perso noi stessi e l’un l’altro. Proprio quando pensavo che fossimo pronti a lasciarci andare, uno scandalo sconvolse il nostro mondo.

Il destino ebbe l’ultima parola. Potevamo anche rinunciare a noi stessi, ma non avremmo mai perso l’un l’altro senza lottare.

 

Ed eccoci al tanto atteso finale. Mi dispiace, anzi sono proprio amareggiata nel doverli lasciare andare. Ebbene sì, io, questi due testoni, li ho amati dal primo istante, immensamente, nonostante mi facessero arrabbiare pagina dopo pagina, il mio amore per loro non diminuiva.

Non so se sia stata la trama o la scrittura della Adams, so solo che sono rimasta incollata alle pagine e soprattutto ho aspettato con ansia ogni nuova uscita sempre con il fiato sospeso.

Dean e Lennon sono arrivati all’attesissimo scontro, dove tutto viene a galla e dove, insieme, ripercorreranno le loro vite, le loro esistenze da quando si sono incontrati, i loro dolori, ma soprattutto il loro amore.

Per certi versi non è una lettura facile, se nei primi due abbiamo sofferto, qui si soffre il doppio, perché cose che sembravano superate ritornano prepotentemente a colpirti lo stomaco. Tutto il dolore, la rabbia e il rancore che si portano dentro viene fuori tipo bomba, lasciando solo lacrime e desolazione.

Sono cambiate tante cose dall’inizio di questa avventura, il loro amore però è rimasto immutato, come se il tempo e le vicissitudini passate non avessero minimamente scalfito questo sentimento grande e puro che li ha sempre uniti.

Ho pianto tutte le lacrime del mondo per quasi tutta la durata del libro, mi sono emozionata e sì, a volte anche arrabbiata, perché i silenzi fanno più male e più danni delle parole.

Leggeremo altro di questi splendidi ragazzi che ci hanno accompagnato per tre libri? Ci sarà una nuova coppia su cui versare altre lacrime?

Chi può dirlo? So solo che mi piacerebbe un sacco vedere dentro al cuore di Tate.

 

 

 

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