Recensione “Resilienza” di Maria Claudia Sarritzu

 

 

 

 

 

Athena si considera una persona resiliente, impermeabile alla sofferenza. Una dote fondamentale per chi, come lei, ambisce a diventare un bravo medico.

Ma quando, per superare un esame, viene costretta insieme ai suoi colleghi a prestare servizio presso il Glasgow Mental Hospital, le sue incrollabili certezze cominciano a vacillare. I pazienti ricoverati all’interno della struttura sono infatti ragazzi che, in seguito a un evento traumatico, hanno sviluppato comportamenti patologici. Creature fragili, apparentemente annientate dalla vita e incapaci di reagire alle avversità.

È qui che Athena conosce River, un giovane ombroso e schivo che rifiuta di parlare, comunicando solo attraverso un sintetizzatore vocale.

Per penetrare il suo muro di silenzio, Athena sarà costretta a mettersi in discussione, scoprendo che la vera resilienza non consiste nel fuggire dal dolore, ma nel viverlo fino in fondo, abbracciando le proprie fragilità e imparando a trasformarle in punti di forza.

Un libro che ha del trascendentale, un po’ paradossale, ma tirando le somme e capendo la storia e la morale, ha dell’incredibile, nel senso buono del termine.

La follia è all’ordine del giorno in questo romanzo, ogni personaggio è affetto da fobie, dovrà sconfiggere i propri demoni, pazzia allo stato puro, problemi mentali, psichici e altro.

Tanto è nascosto tra le pagine, insicurezze dei protagonisti, la loro fragilità e allo stesso tempo la loro forza.

È stato abbastanza difficile leggerlo, per la storia in sé. In alcuni tratti ho trattenuto il respiro, in certe situazioni volevo sbattere pure la testa al muro e cercare di “scuotere” quei personaggi e farli ritornare alla realtà.

Tutti, senza esclusione, hanno subito un trauma, più o meno grave, tutti devono affrontare la realtà.

E quale migliore arma c’è per affrontare la realtà?

Costruirsi un’irrealtà a prova di personaggio.

Crederci per esistere.

Crederci per vivere.

Vedremo la favola di Peter Pan prendere vita, o le varie principesse Disney camminare nei corridori del Glental. Tutti hanno un comportamento strano, eppure loro vivono la loro normalità.

Non tutte le persone che soffrono riescono a parlare. Ci sono storie che vengono raccontate e che bisogna ascoltare.” Altre che vengono vissute e che bisogna portarle alla luce.

Forte e surreale. Un libro da leggere assolutamente.

Soli sì, ma chiedere aiuto sempre. E la vittoria sarà nelle vostre mani.

firma Claudia

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