Recensione “Ravensong: il canto del corvo” di TJ Klune

 

 

 

Gordo Livingstone non ha mai dimenticato le lezioni incise sulla sua pelle. Temprato dal tradimento di un branco che lo ha abbandonato, ha cercato conforto in un’officina nella piccola città di montagna in cui vive, giurando di non lasciarsi più coinvolgere dagli affari dei lupi.

Avrebbe dovuto bastargli.

E gli è bastato, finché i lupi non sono tornati, e con loro anche Mark Bennett. Alla fine, hanno affrontato la bestia insieme, come un branco… e hanno vinto.

Un anno dopo, Gordo si ritrova ancora una volta a essere lo stregone del branco dei Bennett. Green Creek ha trovato un equilibrio dopo la morte di Richard Collins, e con difficoltà Gordo cerca di ignorare Mark e il canto che ulula tra loro.

Ma il tempo stringe. Qualcosa è in arrivo. E questa volta striscia da dentro.

Alcuni legami, non importa quanto forti, sono fatti per essere spezzati.

Hi lettrici e lettori di Sale&Pepe, oggi vi parlo di un libro che aspettavo tantissimo: “Ravensong – Il canto del corvo” di TJ Klune, secondo volume della serie “Green Creek”.

Per decidere cosa scrivere in questa recensione ho dovuto pensarci due giorni perché al termine della lettura ero “tramortita” da mille emozioni, ma tutte estremamente buone, tant’è  che prima di iniziare a scrivere mi sono dovuta riprendere.

TJ ha fatto di nuovo meraviglie, 650 pagine di poesia, ecco cos’è Ravensong, mi aspettavo tantissimo e quindi ero pronta a trovare qualche difetto, invece nulla:  non solo le mie aspettative sono state soddisfatte, ma sono state  addirittura superate.

La parte iniziale del romanzo riporta le vicende che si svolgono nel primo volume,  dal punto di vista di Gordo, ed ho amato il modo in cui lui inizia a far parte del branco suo malgrado. Questa parte viene intercalata da flashback del passato e dell’infanzia di Gordo stesso, e sono davvero struggenti: i momenti in cui da bambino soffre per colpa del padre mi hanno ridotta in lacrime (più di una volta). Finalmente posso comprendere la sua reticenza verso Thomas e verso il branco: chiunque  ne facesse parte  in qualche modo  l’ha ferito e abbandonato, il fatto che si sia chiuso e sia diventato cinico e diffidente, viene chiarito in questo romanzo.

Questo libro è magico ed è per questo che ci ho messo quattro giorni pieni a finirlo, volevo godere di ogni parola  e qualunque sfumatura.

Leggere un centinaio di pagine alla volta di questo romanzo è un’esperienza TOTALIZZANTE che ti riempie di mille emozioni e sensazioni. La prosa è semplice, cadenzante come quella del primo libro ma, nell’insieme, risulta poetico;  in ogni paragrafo la sensazione di leggere qualcosa di meraviglioso aumenta.

“Non fece male. Pensavo che sarebbe stato doloroso. Non sapevo perché. Forse perché i tatuaggi lo erano stati o forse perché conoscevo soltanto dolore quando aprivo gli occhi ogni mattina, ma ne aspettavo comunque di più. Tuttavia, sotto la luna, con una dozzina di lupi davanti a me, gli occhi luccicanti, diventai il loro stregone. E fu di più. Li udivo, più forte che mai. Dicevano, FiglioFratelloBranco. Dicevano, AmoreNostroStregoneNostro. Dicevano, Ti proteggeremo ti terremo con noi sei nostro sei branco sei FiglioAmoreFratelloCasa. Dissero, Mio.”

Non ho parole per descrivere Mark e Gordo perché sono magnifici, anche se in  alcune scene mi hanno spezzato il cuore, i loro sentimenti erano palesi sin da subito,  ed anche se per avere una gioia su di loro ho dovuto aspettare un bel po’, quando è arrivata è stata immensa.

“Ululò un canto nella mia testa che diceva gordo amore compagno per favore amore”

Il finale di questo libro è wow, wow, wow ( ma non vi posso  dire altro), lancio solo un appello alla Triskell: vi prego, per la mia sanità mentale, fare uscire il seguito, SUBITO!!!!!

PAYNE

firma Anna

 

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