Recensione “Ragazzi di carta” di Marco Mazzanti

tramaHanno nomi di colori. Hanno nomi di pianeti, stelle, lune. Hanno i nomi di tutti e di nessuno. Altri non ne posseggono proprio. Sono uomini. Sono donne. Ed è quanto basta. Sono ragazzi di carta.
Fuggono. Camminano. Ritornano. Guardano indietro. Si sfiorano. Si voltano e di nuovo fuggono. Corrono.
Le loro storie descrivono con esattezza la fragilità della gioventù odierna e la precarietà dei rapporti interpersonali.
Ragazzi di carta è un libro dai toni metafisici che, in un mix di poesia e prosa, nel suo insolito fluire, lascia spiazzato il lettore, guidandolo lungo un sentiero di forme narrative che si rivelerà, al termine del viaggio, un’autentica sorpresa.

recensione

Sarebbe arrivato prima o poi il momento in cui un libro da recensire mi avrebbe messo con le spalle al muro, uno di quei componimenti che non sai come definire, decidere se ti sia piaciuto o meno, ma già solo il fatto che mi abbia scavato dentro e abbia lasciato una traccia credo possa essere una nota di merito.

L’autore ha una proprietà di linguaggio così ricercata e modi tanto delicati quanto incisivi che mi ha preso e strapazzata portandomi sopra la ruota del suo luna park e scagliandomi giù dalle montagne russe. Mi sono trovata catapultata sul marciapiede di una stazione ferroviaria guardando impotente un treno in partenza, dietro ogni finestrino un personaggio di questo strano libro. Il treno prende velocità e fa scorrere i personaggi che mi regalano per un solo attimo i loro pensieri, timori, speranze. Come se avessi il dono di rallentare il treno per un solo istante e carpire i loro segreti.

È un libro strano, non è un romanzo e non è poesia: è tutto, è niente!

Sono brevi flash di storie intervallati da poesie che mi hanno cristallizzata.

Non è un libro comune, facile, del quale ti ricordi la storia, di questo scritto puoi solo trattenere l’emozione che ti lascia, non è quindi un componimento adatto a tutti, ma solo agli animi sensibili come me che amano leggere nel cuore delle persone.

Recensione di:

FirmaLeChat

Editing a cura di:

mandy

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