Recensione “Non credevo nell’amore” di Lauren Blakely

 

 

 

Le donne dicono sempre che è dura trovare un uomo come si deve. Di sicuro uno tosto come me rappresenta il top. In effetti sono un ottimo partito: buono, determinato, intenso e pronto all’azione. Sono anche deciso a sistemarmi. Ma la donna con cui voglio piantare le tende vive dall’altra parte del paese. Nessuno dei due vuole impelagarsi in questo casino. Devo solo resisterle per la settimana in cui sarà in città. Ci provo. Giuro che ci provo. Ma proprio non funziona. Dopo una notte indimenticabile con la mia buona amica Mia, ho capito che vorrei averla per sempre. Cosa saranno mai poche migliaia di chilometri quando c’è di mezzo l’amore? Ma qualcosa ostacola i miei piani: ha appena ingaggiato la mia società di viaggi avventurosi. Se c’è una cosa su cui non transigo, è la correttezza sul lavoro. E la mia regola numero uno è non andare a letto con le clienti. Come posso fare a resisterle? Quanto sarà difficile tenere le mani a posto nel corso del nostro tour tra colline e sentieri? Lo scoprirò presto, e ho la sensazione che mi meriterò una nuova medaglia, perché la spedizione nei boschi si prospetta molto, molto dura.

Si continua con i libri della serie, scritta anche questo interamente dal punto di vista maschile (a parte qualche conversazione esilarante con il gatto Zeus), il libro si presenta sotto molti aspetti simili ai primi volumi.

Un amore represso, per via dell’amicizia del fratello di lei, la paura di rovinare tutto. La distanza che, questa volta, mette lo zampino e quel  batticuore instancabile che colpisce il protagonista.

Un libro scorrevole, piacevole, con protagonisti semplici e l’amore che, come sempre, ha il suo effetto imprevisto.

La proposta di matrimonio? “E perchè non dovremmo?” Vi dice niente?

firma Claudia

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