Recensione “Non c’è posto per me in paradiso” di Daniele Aiolfi

trama

Quando tutto nella vita sembra andare a rotoli e anche la famiglia ti abbandona, quel che ti può salvare è un incontro inaspettato. Una donna bellissima, intelligente, ironica, a cui la vita non ha fatto sconti, che ti tenderà una mano purché tu sia abbastanza disperato da accorgerti di lei e accoglierla. E in compagnia di questa donna potrai trascorrere i giorni più felici della tua vita. Pochi, ma capaci di riscattare una intera vita piena di errori.

recensione

Devo dire che mai nella vita avrei immaginato che un romanzo di letteratura erotica avrebbe potuto farmi piangere, forse perché ho commesso l’errore di leggere questa storia aspettandomi erotismo sì, ma non emozioni così forti e intense.
Inizio subito col dire che l’autore da me già precedentemente apprezzato ha una capacità di esprimere emozioni e situazioni in maniera davvero eccellente, riesce a usare la giusta dose di erotismo e di ironia che formano un cocktail indispensabile perché una lettura sia davvero coinvolgente e piacevole.
Questo libro fa pensare e riflettere e fa apprezzare le cose belle e semplici della vita.
Una storia iniziata per caso, perché in fondo tutte le storie nascono sempre per caso, non per scelta o per programmazione e, anche se ancora a volte sembriamo scettici quando leggiamo di amori nati, per esempio, sul web o per incontri fortuiti, è proprio per caso che tutto spesso comincia. Soprattutto l’Amore.
Il protagonista è un uomo che sta vivendo un periodaccio dal punto di vista economico, gli sono stati sequestrati tutti i beni ed è in balia degli eventi. Mentre è in viaggio per farsi ospitare da un suo caro amico, conosce questa donna sulla cinquantina, sì, una donna di mezza età, perché questa non è una coppia di ragazzini (finalmente!), ma si tratta di due persone adulte e mature, entrambe con la propria storia, entrambe con la propria vita e un bagaglio di fallimenti e di errori alle spalle.
Lei è una bella italo-francese che parla mescolando le due lingue in una maniera così simpatica e accattivante che risulta subito molto originale e senza dubbio fascinosa; lui sta guidando una cabrio, un po’ vecchiotta per i suoi standard, ma le sue auto lussuose sono state sequestate e deve accontentarsi di ciò che gli è stato messo a disposizione da un amico.
E qui mi viene da dire che nella vita non è il mezzo che conta né la destinazione, ma il viaggio.
Lui le offre un passaggio ed inizia questo meraviglioso viaggio in cui due estranei entrano in intimità e in sintonia. Dire che su quelle strade, tra le descrizioni di paesaggi e di profumi, mi sono sentita esattamente lì sul sedile del passeggero, immedesimandomi in quella donna e in quella situazione così bella e intrigante, è forse riduttivo perché ho vissuto e goduto di questa magia parola per parola, chilometro dopo chilometro.
Un romanzo in cui l’erotismo nasce in maniera spontanea e delicata, senza fretta, senza bruciare i tempi ma germoglia e fiorisce tra i chilometri consumati verso una meta che non è una meta. I due decidono di fare una vacanza, entrambi senza nessun legame e nessun impegno, si lasciano andare a quella piccola follia. Tanto nella vita lei era stata già abbandonata molte volte. Prima o poi tutti se ne vanno ma nel frattempo si gode ciò che resta, anche se per poco.
E nella vita quando non si fanno progetti a lungo termine ci si trova a far fronte alle scadenze, quelle imminenti, a fare un po’ i conti con l’esistenza e soprattutto con se stessi, e se un viaggio insieme ad un estraneo ti fa conoscere la persona con cui stai viaggiando, scopri perfino quella con cui per tanti anni sei stata costretta a vivere senza mai sapere davvero chi fosse: te stessa.
Tra una buona cena e una bottiglia di vino costoso, tra le strade italiane e quelle francesi saltano tutte le barriere e tutti quei confini che limitano la nostra mente e soprattutto il nostro cuore. Il fisico può non essere più quello di una volta, eppure la voglia di vivere determinate emozioni resta immutata nel tempo e fa da lubrificante per le giunture arrugginite della nostra anima.
Due protagonisti che ti faranno innamorare del loro modo di essere, così liberi, così spontanei, così sereni, così veri.
Il sesso in questo romanzo è come la ciliegina sulla torta, non è essenziale ma dà quel tocco in più che ti fa capire le sensazioni e le emozioni dei due protagonisti.
Coinvolgente, dolce, simpatico, romantico e terribilmente forte.
Ancora una volta Daniele Aiolfi mi regala un finale che davvero non mi aspettavo, che mi ha fatto piangere e sognare.
Mi ha lasciato con un tuffo al cuore e un’esplosione di emozioni, ma anche la voglia di prenderlo per la camicia e urlargli con le lacrime agli occhi:”PERCHÉ?”
Non c’è’ posto per me in Paradiso non è un racconto ma un meraviglioso viaggio e la destinazione finale lascia senza parole.
Complimenti.

Sensualità:

cuori5

Recensione:

FirmaMarinaB

Editing:

mandy

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