Recensione “Niente è impossibile” di M. Leighton (The Wild Series vol. 4)

trama

 

Dopo “Averti è impossibile” e “Tutto è possibile tra noi” (più la novella uscita in ebook “Impossibile essere perfetti”), lo scorso 10 novembre la Newton Compton ha pubblicato il quarto e ultimo volume della serie The Wild della Leighton: “Niente è impossibile”. Nel primo volume abbiamo letto la storia di Trick e Cami, nel secondo quella di Jake e Laney, nella novella quella di Rusty e Jenna, ora tocca a Jet e Violet. Violet Wilson è quasi invisibile. Timida, seriosa e sempre in procinto di fare gaffe, si trova spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato. E la notte in cui incontra Jet Blevins è di sicuro nella top ten dei momenti più sfigati della sua vita. Violet sa di non doversi creare nessuna aspettativa e che tipi così è meglio perderli che trovarli, ma Jet tocca le corde nascoste della sua anima e le fa provare sensazioni che neppure sapeva esistessero. Nonostante questo lato così emozionante, Jet è però la tipica rockstar che vive senza regole. È difficile intuire che, in verità, sta combattendo contro i demoni del passato, e la musica è la sua unica terapia. Fino a quella magica sera. La sera in cui vede per la prima volta Violet, in piedi in fondo alla sala. Jet si sente avvampare da una passione bruciante. L’immagine di lei ormai è scolpita nella mente del ragazzo, che la desidera come non ha mai desiderato null’altro nella vita…

recensione

Partiamo dalle nozioni fondamentali. Si tratta del quarto volume di una serie contemporary romance, la narrazione è a capitoli alternati, è autoconclusivo, praticamente si parla di attrazione (amore) al primo sguardo (o quasi). 
Personaggi: lei è fighissima ma si sente un poco cessa, e per vivere fa l’assistente sociale con uno spirito da crocerossina talmente spiccato che a tratti l’avrei presa a palate; lui è il cantante di una rock band, ricco di famiglia e ricco di eccessi, le donne gli si strusciano addosso come gatte in calore, non mancano piercing ai capezzoli e tatuaggi.
 Si conoscono per caso (a un incontro per chi soffre di dipendenze, il tipo di dipendenza non ve la svelo, che tolgo la metà del bello di questo libro, e ho già detto quasi tutto), poi ancora per caso (al supermercato… ma daiiiiii), poi si incontrano di nuovo per caso (beh, il padre di lei, che fa il giardiniere ed è alcolizzato per non farsi mancare nulla, ma in fondo è buono che ti si caria un dente al solo pensiero… dicevo, il padre di lei lavora “ovviamente” per il padre di lui in un mega villone galattico, sì, va bene, che fatica). Bene, nella vita reale nemmeno se ti ci metti d’impegno riesci ad avere così tanti colpi di culo casuali, ma d’altronde è un romanzo, ripeto, che fatica…
 Lei, Violet di anni 22 e, come dicevo prima, “fighissima ma non lo sa”, si dichiara timida e ha avuto un solo fidanzato (cioè, ha fatto sesso con un solo ragazzo e senza nemmeno trarne grande godimento, né benefici; insomma, la classica coppia che lo faceva perché doveva e non perché voleva, senza passione, senza fuoco, senza… punto), ma sulla sua strada il destino una sera decide di metterle Jet, cantante rock e compositore, che si dichiara invece un insensibile bastardo di 26 anni, e che dice di aver fatto cose tremende in passato (da come si racconta pensi abbia vissuto almeno cinque anni dietro le sbarre, invece no, nemmeno quello) ed ecco come lui la vede:

Vorrei gemere. Oddio, che voce! È bassa e roca; perfetta per sussurrare frasi oscene al buio. Si addice ai suoi occhi. Sono sicuro che farò un sacco di sogni erotici su quella voce, stanotte. Sono ancora più intrigato adesso. Questa ragazza è un mix insolito ed esplosivo di casto e focoso, una combinazione che non avevo mai visto finora; e ciò la dice lunga, considerato che sono stato con quasi ogni genere di donna possibile e immaginabile. O almeno così pensavo.

Ed ecco come invece Violet vede Jet:

Il mio sguardo si imbatte in un paio di occhi azzurri che tolgono il fiato e quasi mi fanno dimenticare chi sono, e cosa dovrei dire.
[…]
Mi fermo di nuovo, e non perché non posso aggirare l’ostacolo.
Quegli occhi… li riconosco subito. Potrei persino sognarli più tardi. Potrei ricordarli per sempre. Appartengono al ragazzo che mi stava guardando quando mi sono alzata. Erano sconcertanti allora, ma ora… vederli insieme a tutto il resto… sono mille volte peggio.
O forse mille volte meglio.
Alto, bellissimo e sexy: perfetto per questo genere di gruppo. Per un secondo, dubito che sia reale; non può essere umano. Forse è soltanto il frutto della mia immaginazione. Tutto in lui è invitante: gli occhi, il sorriso, la postura. Dai capelli neri ispidi agli splendidi occhi azzurri, alle labbra perfette e il sorriso spontaneo: mi stuzzica come non mi è mai capitato prima d’ora con nessun altro. Ma puzza di pericolo ed edonismo, due cose che evito come la peste.
Due cose che ho sempre voluto evitare.
Be’, finora.

Siamo tipo a pagina undici, colophon e dedica compresi, ed è già tutto troppo palese. Una delle cose che mi ha lasciato più amaro in bocca di questo capitolo della The Wild Series è che praticamente tutto è come sembra e poco o nulla ti stupisce. Sai quasi sempre cosa succederà nella frase successiva e, anche quando la tua immaginazione sbaglia, lo fa di poco. Prevedibile, ecco la parola. Peccato.
Anche il sesso tutto fuoco e scintille (per cui bisogna aspettare parecchio e, ve lo dico subito, lo fanno una volta sola, cioè, più volte ma in una sola occasione!) arriva proprio nel momento in cui tu, pagine prima, avevi predetto, “sta a vedere che lì…”. Sì, esatto, proprio lì… Ah, altra cosa ovvia: lui è, come dire, enorme, lei è, come dire, stretta. Che fatica…
Chiaramente “qualcosa” li separerà e lei prima di comprendere l’ovvio (testate contro il muro a ripetizione, giuro) dovrà essere messa davanti a prove che definire oltremodo schiaccianti è quasi imbarazzante.
Personaggi secondari: mi ricordo solo della migliore amica di lei, Tia, bionda mozzafiato leggermente lesa (pure un poco egoista, giusto una virgola) e con un piccolo problema di alcol e sesso, tipo che da sbronza ha tradito sei volte il fidanzato (il nome di lui non l’ho segnato in nessun cantuccio della mia memoria, quindi chiamiamolo Renna, viste le corna ci sta), e Renna l’ha sempre perdonata perché la ama tanto e capisce che quando perde il controllo è più forte di lei… (cioè, stiamo scherzando??), i membri della band di lui (non chiedetemi nemmeno un nome, arrivano e spariscono), tre manager discografici che incontrano Jet per valutare le sue canzoni ma poi ci provano con Violet che ovviamente quella sera è più figa di “Miss Universo di una Galassia lontana lontana”, la madre di Jet che prima lo tratta come un appestato e poi di colpo si riavvicina a lui come niente fosse (o quasi), e il padre della piccola, ingenua, sempre pronta ad aiutare tutti tranne se stessa Violet. Di lui ho già detto praticamente tutto.
Sul finale qualche timido colpo di scena (e meno male) e poi sipario.
La Leighton scrive bene, niente da obiettare, qualche refuso (pochi) e lettura piacevole, ma a mio parere non coinvolgente come altri romanzi a firma della stessa autrice.
Sono contenta di aver letto “Niente è impossibile” perché odio le serie interrotte, ma qui e là ho trovato cose già “viste” in altri libri, luoghi già “frequentati” e soprattutto non sono andata a dormire sospirando.

Sensualità:

cuori3

Recensione:

FirmaShi

Editing:

mandy

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