Recensione “Nate” di Celia Aaron

 

 

 

Avevo salvato Sabrina da una carneficina di stampo mafioso quando aveva 13 anni. Una volta diventato il nuovo boss del clan di Philadelphia, l’avevo mandata nelle migliori scuole per tenerla il più lontano possibile da questa vita – e da me. Aveva funzionato alla perfezione.

Finché non aveva compiuto 18 anni. Finché non era tornata a casa. Finché non avevo realizzato che la timida ragazzina non esisteva più, e che al suo posto adesso c’era una donna dalla lingua affilata e con un corpo che esigeva la mia attenzione.

Avevo promesso a me stesso che le avrei resistito, per il suo bene. Mentivo.

Un mafia romance da leggere e gustare.

L’unica pecca? Troppo breve e poco descrittivo nella parte proprio clou tipico del Mafia romance, magari dopo aver letto altri del genere ti aspetti qualcosa di più.

La storia d’amore è bella, seppur non troppo originale, regala emozioni, ma la parte dei rapimenti o dove l’adrenalina dovrebbe crescere a livello esponenziale pecca e non poco.

Volevo sentire la suspense, assaporare l’adrenalina e buttarmi in una sparatoria all’ultimo sangue.

Nel complesso un libro da leggere in un batter d’occhio, il cuore che batte per quegli sguardi e quell’amore dapprima soffocato, la passione che si scatena fin da subito e la promessa di un amore eterno che chiude il libro.

“Ti ho sempre amata, in un modo o nell’altro, sin dal primo momento.”

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