Recensione “Mistificami” di Carmen Weiz

 

Può un gesto disperato stravolgere la tua esistenza?
Adam Roth ha sempre condotto una vita tranquilla, divisa tra amicizie e indagini per la sicurezza Svizzera, ma il tentato suicidio di una giovane ragazza rimetterà in discussione tutto il suo mondo.
Cosa può spingere una persona a compiere un atto così estremo?
L’indole di Adam e il suo spirito investigativo lo spingono presto a voler scoprire di più. E si renderà conto fin da subito che quel tentato suicidio nasconde ben altro che un gesto disperato…
Tra criminali dell’Eurasia e indagini serrate, lasciati coinvolgere da una storia fatta di segreti inconfessabili, relazioni pericolose e amori proibiti, perché niente è quello che sembra.

Mistificami, il secondo thriller romance della serie Swiss Stories che può essere letto separatamente.

 

 

 

Hi readers Sale e Pepe, 

Oggi torno a parlarvi dei libri di Carmen Weiz, autrice che su questo blog avete già conosciuto perché la mia collega Ice Angel la adora. 

 

Anch’io sono rimasta affascinata dal primo volume della serie Swiss Stories, sia per gli incantevoli paesaggi Svizzeri descritti, che per la storia in sé. 

Per cui, dopo la storia di Thomas e Anna, mi sono fiondata su Adam e Liz. 



Però, a dispetto di ciò che mi aspettavo, questo secondo volume non mi ha conquistata come il primo. Non posso dire che sia una storia già vista o piena di cliché o neanche scritta male, perché l’autrice non manca né di bravura  né di fantasia,  ma comunque non ha corrisposto alle mie aspettative. 

Ho trovato tutto l’intreccio e, chiamiamolo così, l’escamotage narrativo su cui si basa la storia un po’ traballante. Per iniziare, soprattutto nelle prime pagine, non ho capito il perché Adam fosse ossessionato da Liz, ma neanche perché, al contrario, lui venisse “usato” da questa ragazza che arriva all’improvviso, e in un modo assurdo, nella sua vita.  

Tutto viene svelato a tempo debito, ma personalmente non mi ha comunque convinta la spiegazione, che secondo me non è del tutto “completa”. 

Inoltre, mentre leggevo non ero portata a voler scoprire cosa stava succedendo, perché in qualche modo mi sembrava “assurdo” . 

Vi dirò, per almeno il primo 30/40% ero lì a dire una sola frase “Si, ma perché? Che senso ha?”.

Il libro è sicuramente un mix di generi, ma anche in questo caso ho trovato uno sbilanciamento. Se non fosse stato per la seconda parte, in cui la situazione cambia, Liz sarebbe un personaggio “trasparente” di cui sappiamo poche e confuse informazioni gettate qui e là, anche perché i primi capitoli dal suo pov sono cortissimi. 

Questo a mio avviso ha creato un disequilibrio tra i personaggi, anche se Adam ha saputo tenere banco anche “da solo”, con il suo coraggio.

Quando, però, inizia la parte romance, queste differenze e anche il modo in cui i due si avvicinano hanno reso la storia non dico fuori luogo, ma comunque inspiegabile e strana. 



In generale non direi che il libro manchi di tensione, ritmo o mistero, nell’insieme però, come ho detto, non mi ha convinta al 100% e, soprattutto, la prima metà è stata dura da superare perché, in tutta onestà, non avevo voglia di proseguire. Poi la situazione è cambiata, ma la sensazione di non aver apprezzato a fondo la storia è rimasta. 

Per cui, tirando le somme, il mio voto si ferma a 3,5, ma consiglio comunque la lettura di questo libro (e del precedente) se volete fare un giro in Svizzera, amate leggere storie sofferte e non disdegnate il thriller.

 

 

 

Tivvyfirma Claudia

 

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