Recensione “Mio fratello è uscito dall’autismo” di Gianni Papa

trama

 

Alessandro e Michele sono due fratelli. Uno dei due, Michele, ha l’autismo. La mamma, Francesca, continua a ripetere “Michele deve guarire!” ed è disposta a qualsiasi cosa pur di inseguire il sogno della normalità, spalleggiata e incoraggiata da suo marito Giorgio, che forse ci crede anche lui o forse lo fa per lei.
Attraverso viaggi della speranza, bagni ottobrini, nonni facoltosi, comunicazioni facilitate di gazze dai capelli corti, iperbariche, antifungini, uova di parassita surgelate e chelazioni, la famiglia di Alessandro e Michele perseguirà – finché possibile – la corsa ossessiva verso l’uscita dal tunnel.

recensione

 

Il romanzo Mio fratello è uscito dall’autismo è la terza pubblicazione di Gianni Papa, il secondo libro che ha come protagonista una famiglia con un figlio affetto dall’autismo. Cambia il punto di vista, la coppia genitoriale e il primogenito Michele sono visti attraverso gli occhi di Alessandro, il fratello non autistico.

Sono narrate le vicissitudini della mamma, che lotta per dare a Michele tutte le opportunità per superare il suo disturbo, per guarire, e del papà, che è critico nei confronti di alcuni rimedi, ma accetta di tentare il tutto per tutto. Così Alessandro vede girare per casa le terapiste, che tanto fanno ridere, o forse anche annoiare, il fratellino; sente ripetere migliaia di volte le stesse parole, le solite domande, eppure “l’erba del vicino è sempre più verde”: l’invidia e la curiosità sono in agguato, soprattutto perché Alessandro non ha per lui le “pizzicologhe”, ma viene accudito da una vicina gentile, ma con interessi e ritmi lenti da nonna.

Alessandro è intelligente, sveglio, intuitivo, ha tante domande e perplessità sulla vita e sulla morte, sulla retribuzione delle ragazze che fanno terapia e della babysitter, ha tanti desideri tra cui una vacanza al mare.

Le difficoltà quotidiane dell’essere genitori in lotta contro l’autismo allontanano in un primo momento la madre dal marito, ma le speranze condivise predispongono i due a ritrovare la sintonia.

Tenerissimi i quadri in cui Giorgio, il papà, trascorre il tempo con i suoi amori. Una città del nord Italia, il mare e le spiagge della Puglia, della Toscana e del Lazio sono gli ambienti del romanzo. Gianni Papa riesce a farci provare l’emozione dell’acqua sulla pelle e la sensazione della sabbia tra le dita dei piedi.

L’innocenza, l’ingenuità e la simpatia del piccolo protagonista, con la sua logica indiscutibile,  rendono la lettura piacevole e spassosa. Viene voglia di conoscere questi ragazzini, che trovano il modo di giocare insieme, di farsi le “pernacchione” e di essere proprio fratelli.

Ma Michele uscirà dall’autismo?

Recensione:

firma-elena

Editing:

pandora

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