Recensione “L’uomo ideale” di Katy Regnery

 

 

 

Rory Haven e Brittany Manion si conoscevano da bambini…

ma è passato molto tempo da quando trascorrevano le loro estati a Summerhaven.

I figli degli Haven non frequentavano l’esclusivo Campo Summerhaven per Ragazzi a Center Sandwich, New Hampshire. Erano i figli dei proprietari, ci si aspettava che “facessero la loro parte” ed era loro del tutto proibito fraternizzare con gli ospiti paganti. Ma questo non ha impedito a Rory di avere una cotta silenziosa e non ricambiata per Brittany Manion, meravigliosa, popolare e ricchissima ragazza, nell’arco di quattro lunghe estati.

Quando Brittany, cresciuta e da poco fidanzata, prenota il campo estivo durante la chiusura, per il suo imminente matrimonio in primavera, riconosce subito Rory come il ragazzo super sexy che, quando era ragazzina, non la degnava di uno sguardo. Nel frattempo, Rory, che percepisce che le nozze di Brittany hanno poco a che fare con l’Uomo Giusto e più con l’Uomo Giusto Per Ora, si lancia nella lotta della sua vita per vincere il cuore della ragazza che ha sempre voluto.

Sono entrata nuovamente nel mondo delle favole della Regnery. Pardon, questa volta non sono favole moderne, ma il paesaggio, i personaggi e quel romanticismo nell’aria, mi è sembrata una delle sue solite favole.

Due protagonisti che nella vita hanno sempre pensato agli altri, ad avere la perfezione, a subire scelte e conseguenze che la vita ha loro imposto.

Brittany ha avuto un’adolescenza solitaria, vacanze in campi estivi senza amici, ha un matrimonio alle spalle, uno da preparare, una famiglia che vuole costruire a tutti i costi ed un’altra che già esiste e di cui non sente di farne parte.

Rory ha un sogno da realizzare messo in stand-by, relazioni da una botta e via alle spalle, nessun traguardo raggiunto, una famiglia solida che gli fa’ da trampolino di lancio e nessuna certezza nel futuro.

Un incontro qualche anno prima, sentimenti e attrazioni soffocati per le apparenze e regole imposte, e poi un incontro inaspettato ed il matrimonio da organizzare.

Sognare… Questo è quello che ho fatto in questo romanzo.

Ho sognato la famiglia, i bimbi in arrivo, una storia d’amore semplice e la rincorsa alla felicità.

Voglio anch’io quell’incantesimo, la tenuta paradisiaca, il dolce e bello che fa da cavaliere e da principe azzurro.

firma Claudia

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