Recensione “L’ultimo segreto di Anne Frank” di Joop Van Wijk-Voskuijl, Jeroen De Bruyn

 

 

 

Il Diario di Anne Frank è uno dei testi più conosciuti, tradotti e studiati di sempre. La forza della testimonianza di Anne, la voglia di vivere e, non ultimo, lo straordinario talento di scrittrice hanno commosso generazioni di lettori, ma non solo: le sue parole sono state oggetto di ogni tipo di studio, inchiesta, perizia. Sappiamo tutto del nascondiglio in cui trascorse 761 terribili giorni, in compagnia di sette persone, e conosciamo i nomi dei cosiddetti “benefattori” dell’alloggio segreto, cinque cittadini olandesi che, rischiando la vita, aiutarono in vari modi le famiglie ebree lì nascoste. La storia di Bep Voskuijl, però, è rimasta finora sconosciuta. Bep, la più giovane dei “benefattori”, si legò in modo particolare ad Anne e affrontò ogni genere di pericolo nel tentativo di procurare cibo e medicinali per la famiglia Frank. Il suo nome ricorre molto spesso nel Diario, eppure di lei si sa pochissimo. Questo libro, commovente e ricco di dettagli inediti, prova a raccontarne la storia, ricostruendo minuziosamente la sua vita fino a addentrarsi nel fatidico mistero, tuttora irrisolto, della telefonata che portò all’arresto, il 4 agosto del 1944, di Anne e della sua famiglia. Bep conosceva la verità sulla persona che segnò il destino della giovanissima amica? Quel terribile tradimento potrebbe essere stato commesso da qualcuno che le era molto vicino?

Un libro diverso del solito che parla della vita di una delle protagoniste che è riuscita per ben 22 mesi a tenere nascosta Anne Frank nell’Alloggio segreto.

I retroscena, i sensi di colpa, la depressione, la ricerca della spia, la vita di Otto dopo la liberazione, un occhio attento, scrutatore, curioso della vita all’esterno della persecuzione.

Il figlio di Bep o Lill, come ben conosciamo dai racconti Anna, ci mostra la vita della madre, il senso di colpa che la perseguiterà fino agli ultimi giorni di vita, la sua esistenza non certo idilliaca e il sapere chi ha rivelato l’esistenza dell’Alloggio e far catturare la famiglia Frank.

Quasi trecento pagine di confessioni, ricordi, retroscena e affetti.

Da oltre dieci anni Jop e Jeroen cercano di raccontare al mondo la storia di Bep Voskuijl, obiettivo raggiunto che riesce a toccare le corde del cuore.

Sappiamo tutti l’epilogo della storia: il Diario di Anna Frank è forse il primo libro più venduto e letto sull’Olocausto, ma non tutti conoscono la storia dei cosiddetti benefattori dell’Alloggio.

Questa è la storia di Bep, la più giovane dei cinque, che aveva legato molto con Anna durante “l’esilio” e che ha fatto quanto in suo potere, e anche di più, per nascondere, aiutare, procurare cibo ai sette abitanti dell’Alloggio.

L’idea del libro, come anche l’autore specifica, nasce da una lettera inviatagli da un quindicenne di Anversa di nome Jeoroen De Bruyn che, rimasto colpito e incuriosito dalla storia di Anna Frank, iniziò a indagare sulle persone che protessero l’Alloggio segreto.

Da qui nasce la loro collaborazione che, a distanza di anni e mettendo insieme pezzi di interviste, ricordi, lettere, fatti, fotografie, darà vita a questo stupendo documento storico.

Inizieremo la storia proprio dal Prinsengracht civico 263 e da lì sarà tutto un fiume di ricordi, lacrime, adrenalina, paura, sacrifici, dolore.

Cifre spaventose costeggeranno le pagine di questo libro: ben il 75% degli ebrei landesi perse la vita nell’Olocausto, soltanto cinquemila dei centosettemila ebrei sopravvisse; sono cifre raccapriccianti che ci lasciano attoniti, impossibili diremo, eppure è storia.

Storia che si ripete e che ci lascia indifferenti. Questa è l’amara verità.

Conosceremo la famosa Anne sotto un altro aspetto: cordiale, allegra, scoppiettante amica che riesce a indispettire sempre qualcuno con le sue parole dirette.

4 Agosto 1944: una data che segnò Anna, la sua famiglia e anche i benefattori, soprattutto Bep che vivrà con il costante rimorso di non aver fatto abbastanza.

Bep scoprirà nel corso della sua vita chi tradì il segreto e, saperlo membro della famiglia, le costerà la sanità mentale.

Un altro aiuto ricevuto dagli abitanti dell’Alloggio è stato donato da Johan che riuscì a camuffare l’entrata della famosa soffitta con una ingegnosa libreria girevole.

Tanti aspetti curiosi saranno svelati: piccoli segreti, situazioni inedite; un libro che ha amplificato le mie curiosità su quel periodo crudele.

Anna

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