Recensione “L’ultimo comandante di Roma” di Douglas Jackson

 

Roma e il suo impero sono sull’orlo del collasso, e la Britannia è uno dei luoghi in cui l’instabilità è più minacciosa. Oltre il Vallo di Adriano i Pitti si muovono nell’ombra, raccogliendo le forze in attesa di sferrare il colpo decisivo e spazzare via i Romani dall’isola. In questo clima incerto, il comandante di cavalleria Marco Flavio Vittore, un militare esperto che per anni ha tenuto a bada i popoli del nord con ogni mezzo, anche i più brutali, comincia la sua ultima ispezione lungo il Vallo per verificare lo stato delle truppe. Ma c’è qualcosa di insolito nel comportamento del veterano: possibile che stia sottraendo soldati alle già deboli guarnigioni per aggregarli alle sue milizie? Mentre l’ispezione procede, un’oscura trama comincia a venire alla luce, un intrigo da cui dipenderà il destino della Britannia e, forse, di Roma stessa.

L’impero è al collasso

Arrendersi non è contemplato

 

Io ero lì, in quella Roma pronta al collasso, ero lì a combattere fianco a fianco al Signore del Muro.

Sarà l’inizio di una nuova saga?

Intanto godiamoci questa nuova avventura, una trama originalissima e intrigante.

L’adrenalina la senti scorrere nelle vene, lento nei primi capitoli ma il ritmo si intensifica con lo scorrere delle pagine.

L’avventura di Marco Flavio ci accompagnerà nel corso del libro, strategie studiate nel minimo dettaglio e tutto ci porterà allo scontro finale.

Ci sarà un sequel? Lo spero proprio.

Ricco di dettagli, il tutto affinato da una dialettica che non stanca pur essendo abbastanza descrittiva, storica e d’altri tempi.

Jackson ha rischiato in questa nuova avventura ma ne è uscito vincente.

 

 

Anna

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