Recensione “L’ultima estate con te” di Karen Swan

 

Scozia, 1930. Effie Gillies è uno spirito libero. Sull’isola del remoto arcipelago di Saint Kilda, dove è nata e cresciuta, la sua personalità esuberante è una delle attrazioni locali. Il giorno in cui arriva in visita il giovane lord Sholto, erede del conte di Dumfries, Effie lo accompagna per un tour dei luoghi che le sono familiari e che ama. Nei pochi giorni che trascorrono insieme, tra panorami mozzafiato e scogliere a picco sul mare, tra loro scatta una scintilla impossibile da ignorare. Ma una furiosa tempesta sta per abbattersi sull’isola, soffocando sul nascere ogni timida speranza. Come se non bastasse, gli isolani vengono evacuati e lasciano le loro case. Effie ha il cuore lacerato, e persino ricevere una proposta di lavoro per ricominciare una nuova vita sulla terraferma non ha l’effetto sperato: le differenze con lord Sholto, fuori dall’isola, sembrano insormontabili. Due caratteri opposti che vengono da mondi così diversi riusciranno a trovare la strada per conquistare un lieto fine?

 

È un tipico romanzo in stile  Swan: troppi ricordi da affrontare, la malinconia, l’amore perduto, un’isola dove tutto è possibile e dove l’amore inizia e finisce con il mare… fino a  quando arriva  l’ora dell’evacuazione.

Effie e Lord Sholto si rivedranno non più in terra neutra e sconosciuta, ma la realtà dei fatti verrà percepita da entrambi come un ostacolo da superare, un deterrente.

“Tu eri ciò che io volevo. E tutto ciò che non potevo avere.”

Ero… passato… e il loro presente dov’è?

Un libro che apre una serie e che ci terrà incollati alle pagine per sapere dove, come e perché quell’amore così puro verrà messo da parte.

Un plauso per i riferimenti storici dell’isola, per la descrizione minuziosa dei paesaggi, valli incantevoli, montagne da scalare, nidi di uccelli rarissimi, mare cristallino, la vita isolana e il verde in netto contrasto con il cielo limpido.

Mi sentivo immersa in un sogno ad occhi aperti, tra amore e natura e non vedo l’ora di leggere il seguito.

 

 

Anna

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