Recensione “Life is love” di Claire Contreras

trama

A distanza di un anno dall’improvvisa e tragica morte del suo fidanzato, Estelle stenta a far ripartire la propria vita e, per cercare di superare il dolore, decide di trasferirsi per un po’ da suo fratello Vic. Appena arrivata, si ritrova faccia a faccia con Oliver, il suo primo grande amore, ed Estelle sente il cuore tornare a battere forte anche dopo così tanto tempo. Oliver, il migliore amico di suo fratello, per lei era il principe azzurro, il ragazzo dei sogni, ma lui l’ha trattata sempre e solo come una sorellina da proteggere e nulla di più. Ciò che Estelle non sa è che anche Oliver era terribilmente attratto da lei, ma aveva deciso di ignorare i propri sentimenti per non perdere l’amicizia di Vic, il quale non avrebbe tollerato avances nei confronti della sorella. Adesso però lei è tornata in città e sono entrambi adulti e indipendenti… Oliver è deciso a prendersi ciò che ha sempre desiderato, ma Estelle non è più la ragazzina spensierata di un tempo: ha sofferto molto e neppure lei sa come coltivare, nel suo cuore ormai arido, l’idea di una seconda possibilità…

recensione

Quando ho deciso di leggere questo libro ero pronta a farmi trascinare nella sofferenza della protagonista, sia per il lutto che per la difficoltà nell’abbandonarsi a un nuovo amore. Ero pronta a dire dentro di me, “Dai Estelle, abbandona i sensi di colpa e buttati in questa nuova storia!”
E invece sono rimasta delusa.
Ci viene subito presentata la protagonista, in lutto a un anno dalla morte improvvisa e prematura del compagno. Sembra una ragazza forte che vive questo dolore ma, con l’aiuto della sua famiglia e dei genitori di lui, decide che è arrivato il momento di andare avanti, iniziando con la vendita della casa che ha diviso con il suo compagno per tre anni. Mentre aspetta di vendere e poi comprare un appartamento nuovo, si trasferisce a casa di Victor, suo fratello. Non fa quasi in tempo a sistemare le valigie che arriva Oliver, il migliore amico di Victor e grande amore clandestino di Estelle quando era più piccola.
“Rimango completamente senza respiro quando lui china il capo e sfiora delicatamente le sue labbra sulla mia guancia…come è possibile che abbia ancora questo effetto su di me? Anche Dopo Wyatt. Lo odio.”
Non è vero che lo odia. Ed è da questo punto in poi che inizia una lenta ma inesorabile demolizione di Wyatt e del suo rapporto con Estelle.
Wyatt la amava però quando viaggiava spariva per giorni.
Wyatt le aveva insegnato molte cose ma non voleva frequentare la famiglia di lei perché non si sentiva ben accolto e per questo Estelle ha rinunciato a molte occasioni per stare con le persone che amava.
Wyatt era geloso e lei detestava questa cosa eppure quando è Oliver a provare questa emozione, le viene voglia di cantare.
Nonostante questo, la storia d’amore tra Oliver ed Estelle sembra difficile e travagliata.
Ci viene detto che non si lascia andare perché lui l’ha ferita in diverse occasioni lasciandola, infine, andare per non rischiare la propria amicizia con Victor. Perché qui siamo davanti al classico caso di fratello maggiore con amici rubacuori, che non tollera che la sua sorellina ne frequenti uno. E sono tutti terrorizzati dall’idea che lui possa arrabbiarsi. Per questo Oliver ed Estelle si amano clandestinamente, piuttosto che affrontare Victor e fargli accettare la loro relazione. Questo potrebbe anche andare bene quando sono poco più che ragazzini, ma ritrovare lo stesso cliché quando ormai sono adulti mi sembra un po’ ridicolo.
Assistiamo a un continuo tira e molla tra i due, anzi è più corretto dire che è lei che non si decide, perché Oliver sembra avere sin da subito le idee chiarissime. Le fa una corte serrata ma, allo stesso tempo, delicata per via del lutto che lei sta, apparentemente, vivendo. É molto dolce, molto comprensivo e sicuramente il personaggio migliore di tutto il libro. Perché alla fin fine si ha l’impressione che Estelle non sia reticente per via del lutto ma solo per paura di stare ancora male a causa di Oliver. Diventa chiaro che quando la sua amica Mia le parla di Wyatt come di “un terribile ripiego” e lei quasi non reagisce ribellandosi a un’affermazione così velenosa, forse ha semplicemente detto la verità. Wyatt, quell’uomo molto più grande di lei che l’ha aiutata a crescere, che le ha insegnato un sacco di cose, con il quale ha aperto una galleria d’arte e ha convissuto per tre anni, altro non era che una seconda scelta. E non ha smesso di esserlo fino alla sua morte.
Ecco, questo non l’ho proprio apprezzato e ho fatto comunque il tifo perché Estelle tornasse con Oliver ma solo perché lui lo meritava. Non sono riuscita a immedesimarmi nella protagonista e questa, per me, è una grossa pecca del libro.
Vogliamo poi parlare della comunicazione tra i due? Pessima!
Troppi segreti, vecchi e nuovi, troppe emozioni non dette per motivi assurdi.
Addirittura quando ormai sembrano già una coppia e lui va a San Francisco per un colloquio di lavoro, non si sentono al telefono, si scambiano solo qualche SMS.
Ma insomma, si mancano o no?
Per me è stato troppo confusionario, non ho capito bene chi amasse chi, a chi mancava chi.
L’unica certezza è Oliver, che si rende conto di aver fatto una gran cavolata anni prima permettendo che Estelle se ne andasse, e che adesso sta rimediando in tutti i modi possibili.
Ma non diventa uno stalker né ossessivo e petulante.
Il modo in cui, occasione dopo occasione, riconquista Estelle mi è piaciuto molto. L’ho trovato tenero, intelligente, dolce.
Consiglio la lettura di questo libro? Sì, perché comunque è scritto bene a parte le ripetizioni dei nomi, in particolare quello di Oliver, che a tratti diventa fastidioso.
La lettura scorre fluida e, nel bene e nel male, sei curioso di andare avanti e sapere come va a finire.
A me non ha coinvolto, non mi è entrato sottopelle come mi aspetto da ogni libro che leggo.
Ma ci sono libri che ho letteralmente detestato e che non consiglierei mai, a questo, invece, una chance datela.

Recensione:

Bash

Editing:

pandora

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