Recensione “Le migliori intenzioni” di L.K. Farlow

 

 

 

 

Nate Reynolds è tutto ciò che non dovrei desiderare. A parte essere il fratello maggiore della mia migliore amica, è un poliziotto ed è un playboy arrogante, galante e sexy. Eppure, non posso fare a meno di essere attratta da lui.
Il suo carisma e il suo bell’aspetto mi rendono di nuovo un’adolescente, confusa e balbettante, impedendo a questa stupida cotta di trasformarsi in qualcos’altro.
Fino alla sera del matrimonio della mia migliore amica.

Jenny Jones è la definizione di innocenza. È anche la migliore amica di mia sorella, quindi è off-limits. È una ragazza da per sempre, con i cuoricini negli occhi, mentre io sono sempre stato il tipo da amale e lasciale andare.
Fino alla notte passata tra le sue lenzuola, che mi costringe a mettere in discussione ciò che pensavo di volere.
Ho fatto del mio meglio per starle lontano, ma sapete cosa si dice delle migliori intenzioni…

Sdolcinato…da carie nei denti o da diabete istantaneo, ed è l’unico aggettivo che mi viene in mente dopo aver finito questa lettura. La trama ci parla di un poliziotto arrogante, galante e sexy, forse nelle prime pagine ma poi, a mio parere, si rivela più un orsacchiotto che un vero macho, come ci si aspetta dalla sua descrizione. Jenny è già dolce di suo e si scioglie ancora di più dopo aver passato la notte con il ragazzo dei suoi sogni. Accetta e si accontenta di tutto, anche di un’ipotetica amicizia, e questo libro ci mostra davvero che non può esistere amicizia tra uomo e donna. Si frequentano giorno dopo giorno, fanno cose insieme e Nate si rende conto, poco alla volta che Jenny è quel qualcosa di più che non si aspettava di volere. Lineare, semplice, senza tanti drammi è questo che caratterizza la trama, un evolversi di sentimenti fino al raggiungimento del lieto fine. Una storia corale, dove sono presenti personaggi secondari di fondamentale importanza, una famiglia ingombrante, una nipotina petulante e simpatica che ci mette lo zampino e il gioco è fatto. Jenny è coerente a sé stessa, sa quello che vuole anche se pensa che sia fuori della sua portata, ma il destino ha altri programmi e Nate si ritrova invischiato in un gioco più grande di lui.

Scrittura scorrevole narrata dal doppio pov dei protagonisti in prima persona, che rende la storia un po’ più reale, ma senza lasciare emozioni o sensazioni eclatanti. Verso la fine l’autrice prova a movimentare la trama spiegando il motivo della reticenza all’impegno di Nate, ma non fa l’effetto desiderato e secondo me, non ne è nemmeno molto credibile. Le scene di sesso sono ben contestualizzate seppur suscitando poco trasporto. Peccato perché i presupposti per un qualcosa in più c’erano tutti…

Alla prossima!

BARBARA M

ELEONORA

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