Recensione “La torre” di Skye Warren

 

 

 

Salvate la torre d’avorio…Gabriel Miller giura che mi terrà al sicuro. Fuori i nemici sono in agguato, nell’attesa di colpire. Ma queste mura ci possono proteggere da un esercito.Però il mio istinto animale mi dice che il pericolo è molto più vicino. Che è già qui…Protettore o nemico, cos’è davvero Gabriel per me? E questa casa è un castello o invece una gabbia? Non avrei comunque altro posto dove andare… e nessuno di cui mi potermi fidare. Non si sfugge quando il passato è determinato a catturare la sua preda.

Ultimo capitolo della serie della Warren, abbiamo letto il pedone, il cavallo e adesso siamo arrivati alla Torre.

Una serie che degli scacchi ne fa arte ed un romanzo di strategia, segreti e passione.

Tutto è celato in questa serie, tutto non è ciò che appare.

Gabriel e la sua verginella, Gabriel e la sua vendetta, Gabriel e quell’amore che combatte per non farlo arrivare al cuore.

“Così luminosa. Così bella. Mi chiedevo sempre se ci si potesse bruciare, toccandoti… Non so come farti restare. Non so come tenerti senza romperti.”

Non mancano le scene hot, a volte anche violento , ma di una passione sbalorditiva.

Lei e quel mostro sotto il letto che non vuole andare via, quelle voci che hanno rovinato già la sua famiglia. Pazza o…?

“Sono abbastanza egoista da farti tornare. Abbastanza da insistere perchè tu continui a vivere., anche se so che ti farà male.”

E lo scacco matto è in agguato.

“La regina ha una libertà che il re non possiede. E’ lei a decidere il proprio fato.”

Amarla con ogni pensiero oscuro, amarla con ogni impulso violento.

Cedere la propria torre e uscire alla scoperto.

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