Recensione “La donna che imparò a volare” di Mariella Mogni

 

 

 

«D’accordo, Elena, ho capito. So cosa ti aspetti da me. Ti amo, va bene, mi sono innamorato di te, era questo che volevi sentirti dire, sei contenta, adesso? Il resto non cambia. Posso coprirti di regali, portarti in luoghi da sogno. Posso darti tutti gli orgasmi che desideri. Farti morire di piacere, fotterti fino quando non mi implorerai di smettere. Ma questo è tutto, non devi aspettarti altro da me. Non farti illusioni, io non posso darti di più: prendere o lasciare.»

Il cuore è una poltiglia spappolata, calpestata. Ho conosciuto la violenza, il dolore che nasce dal sentirsi inermi, sopraffatti. Mi sono lasciata usare ed è capitato che anch’io usassi la persona che stava con me. Ma non è questo che voglio da Alessandro. Amo un bastardo travestito da uomo sensibile.

***

Dopo un’esistenza costellata di errori, Elena sogna di volare, ma il passato è una pesante zavorra che la tiene inchiodata a terra.

Amare Alessandro l’ha cambiata, lui l’ha aiutata a credere in se stessa, l’ha protetta quando la sua vita è stata in pericolo, eppure fidarsi di quest’uomo potrebbe rivelarsi un ennesimo passo falso.

 

Alessandro sostiene di amarla ma non riesce a spezzare un ambiguo legame che lo rende infelice e le sue promesse sono vaghe, contraddittorie: un giorno ammette di non poter vivere lontano da lei, un altro la offende con proposte inaccettabili.

Elena è ferma a un bivio, combattuta tra amore e ragione. Ci vuole molto coraggio per imparare a volare, per lasciarsi alle spalle gli sbagli commessi. Ci vuole molta determinazione per cambiare l’uomo che si ama, per affrontare le conseguenze di un amore che molti potrebbero giudicare sbagliato.

 

Romanzo autoconclusivo.

Contiene scene di intenso e delicato erotismo

“La donna che imparò a volare” è ispirata al romanzo “Peccati di famiglia”, uscito nel 2016, del quale riprende alcuni passi, ampliati e migliorati. La storia è stata radicalmente modificata così come i caratteri dei protagonisti.

Bellissimo romanzo, che con estrema delicatezza tocca una sfumatura dell’amore e dell’animo umano spesso trascurata: la fiducia. Fiducia nell’altro e soprattutto in sé stessi.

Definirlo solo un romance credo sia riduttivo, lo considero un libro di più ampio respiro e che fa riflettere molto.

L’autrice ci presenta due sorelle molto diverse fra loro e che non si amano più da molto tempo, forse da sempre. Una è all’apparenza perfetta: studi eccellenti, marito ricco e di bella presenza, una famiglia e tanti amici e feste in società; l’altra sembra una perdente: senza famiglia né marito, anzi con una collezione di casi disperati alla spalle, senza una occupazione né un titolo di studi.

Pian piano ci si addentra nella storia e in questa famiglia e si scopre che non tutto è come appare e chi sembra perfetto nasconde un animo perfido, chi sembra perdente in realtà è vittima di menzogne e sotterfugi ai propri danni. Ma è la fiducia in se stessi che guida le loro vite e una delle due deve finalmente trovare la forza dentro di sé per vivere, o meglio riappropriarsi della propria vita e della giusta felicità sempre, purtroppo, negata. Sarà l’amore in questo caso a dare una mano a Elena, la sorella perdente, solo che l’amato è Alessandro, il marito della vincente e i guai sono dietro l’angolo.

Ottima la scelta narrativa, come perfetti sono i personaggi e il messaggio che sta dietro alla storia. Bella anche la scrittura, molto elegante e garbata nonostante i toni a volte siano forti, come è giusto che sia, sempre corretta e fluida, molto intensa e rispettosa.

 

Consigliatissimo!!!

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