Recensione “La distanza che ci separa” di Monique Scisci

 

 

 

Keegan e Isabelle sono entrambi vittime degli abusi subiti nell’orfanotrofio di Abbeville, in Louisiana. Nel tempo il legame tra i due ragazzi si è trasformato in un sentimento profondo e quando lei viene adottata da una famiglia abbiente, per Keegan sembra giunta la fine di un’epoca e il suo cuore inizia a inaridirsi.

Trascorrono vent’anni senza che nessuno dei due sappia nulla l’uno dell’altra. Isabelle ottiene ottimi risultati sul lavoro grazie al suo innato istinto investigativo, ma nella vita privata sceglie sempre uomini sbagliati. Mentre Keegan, che ha seguito la via del crimine ed è entrato nel narcotraffico messicano, salta da una donna all’altra e considera il sesso la sua unica valvola di sfogo.

Quando gli viene affidato l’incarico di uccidere a sangue freddo un agente dell’FBI, Keegan non se lo fa ripetere e parte per Arlington insieme ai suoi uomini.

Isabelle, nel frattempo, viene richiamata a Quantico per unirsi alla task force messa in piedi dalla DEA per sconfiggere il cartello di El Mante.

Giunto in Virginia, Keegan individua il suo obiettivo e dopo un pedinamento serrato è pronto a portare a termine il lavoro. Ma qualcosa va storto. La persona che ha di fronte altri non è che Isabelle, la sua Isabelle, e il mondo gli crolla addosso. Il sentimento riaffiora nei loro cuori con prepotenza. Dopo anni trascorsi a cercarsi invano, sono finalmente insieme, ma dalla parte opposta della barricata. Lei, combattiva e dotata di un forte senso di giustizia. Lui, ribelle, spietato e dedito a trasgredire tutte le regole. Sapranno trovare il coraggio di vivere liberamente il loro amore così come si erano promessi?

Non è un romance, o per meglio dire non è solo romance. Ci sono così tanti elementi in questo romanzo che suscitano sensazioni contrastanti: c’è, sì, la passione che contraddistingue il genere, ma c’è così tanto amore che ti senti rapito in un vortice senza fine.

Ho letto quasi tutto di Monique, mi sono arrabbiata con la storia di Mads e Josephine, per il suo svolgimento, gli alti e bassi della storia, ma in questo ho riscoperto il dolore, non solo fisico.

Una storia tarvolgente che parte dalla fine degli anni novanta, precisamente nel 1999, capitoli del passato che subentrano nel presente, ricordi ancora non sbiaditi del tutto e le emozioni che ti sormontano, destabilizzandoti.

“La winterbottom’s House era un incubo, il peggiore che un bambino potesse mai fare.”

Due fronti, due rivali, Romeo e Giulietta, reato contro giusitizia, amore contro odio, presente contro passato, violenza contro pace, Keegan contro Isabelle.

Un incontro nell’inferno, ritrovarsi e trovare rifugio in quelle fiamme che ancora ardono tra i ricordi, fiamme infernali che fanno ancora male, ed ecco la violenza che torna a galla, gli abusi, la fame, la sporcizia, la solitudine, la sopravvivenza, l’arresa, la lotta, la fine.

“Keegan divenne il suo centro e lui la protesse da tutti. Non ci si innamora a nove anni, ma il suo cuore prese a battere per quel ragazzp alto e magro.”

Cartello messicano contro FBI, una lotta per la giustizia, una battaglia contro il tempo, una guerra per il cuore.

Keegan e Isabelle, un unico cuore nato dal dolore, un amore che ha resistito per anni tra i ricordi “Ti amerò, ovunque dovessi andare.”

Una promessa “Ti troverò… un giorno staremo di nuovo insieme.”

Un libro che mi ha emozionato all’inverosimile, emozioni contrastanti che riempiono l’anima per poi svuotarla all’improvviso, emozioni che ti bloccano il respiro.

Lacrime per i troppi ricordi da non poter condividere, sorrisi per quelle battute incoscienti e persistenti di Keegan. Sognare quell’amore come nelle favole, volere quei cuori che battono all’unisono, ritrovarsi ad Abbeville.

“Questo luogo che un tempo ci ha uniti, ora ci divide.”

Lei profiler, lui La muerte, il fantasma del cartello.

Nei primi capitoli le carte vengono scoperte e siamo pronti ad attendere la scala reale massima di cuori per vincere la manche.

“I sentimenti a volte sono come mine impazzite, ti colpiscono a tradimento. Ne pesti una e sei fottuto.”

“Isabelle e io siamo due barche alla deriva che cercano di raggiungere la terraferma per trovare un pò di pace. Non so se riusciremo a salire la corrente che ci spinge al largo, però voglio salvare lei. Per quanto riguarda me all’inferno stanno aprendo un girone in mio onore… Detesto me stesso e lei perchè insieme siamo un cazzo di guaio.”

Un’infanzia in comune, orrori dietro ad una porta, la voglia di proteggere, una vita divisi e adesso ritrovarsi su fronti opposti.

La persona più sbagliata che esista e l’unica in grado di far battere il cuore nel modo giusto.

“Solo per una volta… e ancora una volta.” Per ingannare il destino per ritrovare quelle emozioni sopite da tempo.

“Preferisco portare le tue cicatrici addosso per tutta la vita, anzichè non avere nulla che mi parli di te.”

“Isabelle è il motivo per cui Keegan non ha smesso di lottare per restare in vita.”

Stare dalla parte giusta, lottare in nome di quella giustizia che non ha una forma né una definizione.

Scegliere.

“I sentimenti non ne se vanno e l’amore che provo per te fa parte di me da sempre, è qui… Tu sei mia, Isabelle, sei stata mia dal primo giorno in cui sei entrata qui dentro.”

Ma il destino gioca ancora le sue carte, e non sempre è leale.

Un epilogo che ci lascia con mille punti interrogativi. Un epilogo che lascia quel sapore dolciastro della fine non con cuori e fiori.

Sognare? Ormai c’è posto solo per orrori e incubi.

Amore? Una forma diversa di quel cuore impazzito.

La fine? Eterna. Keegan e Isabelle.

A mio avviso due protagonisti che ho più amato nelle loro sfumature, nei loro traumi e demoni da elaborare. Due protagonisti che hanno reso l’amore senza tempo.

firma Claudia

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