Recensione “La casa del manoscritto maledetto” di Claudio Aita

 

 

 

Autore del bestseller Il monastero dei delitti

Geremia Solaris ha cinquant’anni ma non ha ancora rimesso in sesto la sua vita: si attribuisce la colpa per la morte della moglie, non riesce a pubblicare il suo romanzo e la bottiglia di Chianti è l’unica amica fedele che gli è rimasta. Un giorno incontra un avvocato che intende assumerlo per conto di un uomo misterioso. Incuriosito, Geremia lo segue in una villa nel circondario di Firenze e qui incontra il conte Guidi, prossimo a morire, ma deciso a ritrovare suo figlio, sparito in circostanze misteriose. Il conte sostiene che è stato ammaliato da una giovane donna, che deve averlo indotto a svuotare il conto in banca e fuggire. Ma la presenza di Geremia è cruciale perché nell’appartamento dell’uomo è stato rinvenuto il Libro delle Evocazioni, un antico manoscritto di magia nera. Il conte teme che l’incolumità di suo figlio sia a rischio e vuole ricorrere alle abilità di Geremia per ritrovarlo. Lo ritiene, infatti, l’unico in grado di decifrare l’antico volume. Quello che Geremia non sa è che accettare significherebbe, una volta ancora, mettere la sua vita in grave pericolo.

Questa è maestria!

“La casa del manoscritto maledetto” entra a far parte della lista dei miei libri preferiti!

È il primo romanzo che leggo di Claudio Aita e sicuramente non sarà l’ultimo! Questo autore ci permette di entrare in una storia che sembra vera, tanto è dettagliata e adeguatamente spiegata fin nei minimi particolari. Ci sembra di assistere ad una lezione all’università. Tutto è chiaro, anche se intrecciato. Non solo è scritto benissimo, ma si vede che c’è una conoscenza di base tale da rendere questo romanzo perfetto, oltre ad una ricerca che deve essere stata molto intensa e appassionata. Si vede che l’autore ama parlare di queste cose.

L’unica cosa che stona, se proprio devo trovare un difetto, è “la casa” del titolo. In realtà in quella casa accade poco; tutto ruota intorno al libro maledetto e a Firenze, amata e odiata dal protagonista, che ci fa riflettere sul male nascosto insito in quella città. Tutto è maledetto: il libro, che è puro male; Firenze, che nasconde atroci verità; la vita, che nasconde insidie e maledizioni; la famiglia, da cui è meglio allontanarsi. Cosa ci rimane poi? Andarcene per altre strade, cambiare direzione per trovare la pace o continuare ad indagare? E per cosa poi? Per una sete di conoscenza che, a volte, come in questo romanzo, porta i personaggi vicino alla morte, se non alla morte stessa.

Bello, ragazzi e ragazze! Bello davvero!

Leggetelo, non ve ne pentirete! Ah, sappiate che se lo iniziate, non riuscirete a smettere finché non lo avrete finito. Poi non dite che non vi avevo avvisati!

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