Recensione “Jäger. Il cacciatore.” di Vivienne Smith

trama

Veneto 1818. Elena è una giovane donna sposata a Emile, uomo gretto e meschino che è stato generale di Napoleone. Elena non ha mai amato il marito, sposato solo per volere della famiglia, e intrattiene una relazione clandestina con Alberto, un giovane studente suo coetaneo. Alberto rappresenta la spensieratezza della giovinezza che le è stata negata, ma oltre all’amore, anche un grande sogno li lega: vedere la loro terra libera dal dominio straniero.
Emile le suggerisce di organizzare un ballo invitando tutti i suoi anarchici amici, nascondendole, però, il proposito della polizia austriaca di approfittare della festa per arrestare i rivoluzionari.
A convalidare gli arresti, arriva in città il colonnello austriaco Maximilian Johann von Hess che, con un inganno, si servirà di Elena e Alberto per raccogliere informazioni sulle cospirazioni contro l’Austria.
Elena segue von Hess a Venezia e tra loro s’instaura un rapporto di passione fatto però di sopraffazioni, prepotenze, ripicche e giochi di potere.
Von Hess è esigente, severo, crudele con chiunque ostacoli il suo lavoro ma sa inchiodare Elena con uno sguardo e piegarla a ogni suo desiderio.
Elena, dopo l’iniziale smarrimento diventerà un’abile spia, e quando scoprirà il piano di Maximilian che ha fatto di lei e Alberto due pedine nelle sue mani, cercherà di vendicarsi, diventando dura quanto l’uomo che le ha insegnato a essere implacabile.
Ma sarà davvero così spietata da portare a termine il suo piano?

recensione

Quella che viene narrata è una storia di odio, tradimenti, bugie e cospirazioni.
In un’Italia stanca di essere assediata dai forestieri, vogliosa di diventare una Nazione unita, si intrecciano le storie di giovani Carbonari rivoluzionari, di spie italiane e asburgiche.
Non è la classica favola d’amore ottocentesca, qui il disprezzo e il disonore vengono prima dei sentimenti.
Elena, la protagonista, è una nobildonna infelice del suo matrimonio e della sua vita, dal passato triste e solo. Non é mai stata trattata da donna ma solo come oggetto, dato che mai nessuno è andato oltre il suo bell’aspetto. Solo col tempo scopre di avere una forza interiore che poche altre donne dell’epoca posseggono. È convinta di amare Alberto, giovane rivoluzionario carbonaro. Per un complotto scoperto i due verranno ingannati, separati e costretti a collaborare con Maximilian, uno Jäger, un cacciatore delle guardie dell’impero asburgico. Si occupa di sventare colpi di stato e di torturare i prigionieri. È spietato, freddo, calcolatore, senza scrupoli e usa le donne come se fossero oggetti. Non si pena dei sentimenti delle altre persone in quanto lui i suoi li ha repressi da anni ormai. Ma non ha fatto bene i conti quando ha preso Elena con se come sua traduttrice (in quanto lei poteva scegliere se andare in monastero oppure aiutare lui visto che suo marito è stato incarcerato). Da donna sottomessa a un marito troppo vecchio e meschino, diventa una spia: abile, furba, pronta a vendicare quello che credeva fosse amore e a combattere a costo della vita per vedere la sua Italia libera.
Dalla forzata convivenza tra Maximilian ed Elena nasce questo rapporto di odio e disprezzo; si feriscono entrambi sulle cose a cui tengono di più; ma non riescono però a sottrarsi a questa passione che li avvolge ogni volta che stanno insieme. E tanto più si fanno del male, tanto più iniziano ad amarsi, senza rendersene conto. E quando ormai la verità gli si para davanti ecco che prevale l’orgoglio, le idee politiche, la propria cultura e la paura di lasciarsi andare.
Sullo sfondo di una rivoluzione, la vera guerra è quella tra le lenzuola, con scene erotiche descritte con un pudore pari all’epoca in cui è ambientato il racconto.
Ma chi vincerà questa lotta? Elena o Maximilian? L’amore o l’odio? O forse non ci saranno né vincitori e né vinti.

Sensualità:

5 cuori rosso

Recensione:

virginia

Editing:

pandora

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