Recensione “Iron Flame: Vol. 2” di Rebecca Yarros

 

Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno all’accademia militare di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare i candidati più insicuri, indegni e sfortunati. Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite. Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo quanto la ragazza sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le mancano né l’ingegno, né una volontà di ferro. E soprattutto, il vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri di draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli all’accademia militare di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.

 

Continuano le avventure dell’argentata Violet nel fantasy più amato del momento.
La cadetta Sorrengail è riuscita ad approdare al secondo anno, contrariamente a tutte le aspettative, con la consapevolezza di vivere in una menzogna.

Violet ha scoperto che suo fratello è ancora vivo e fa parte della resistenza, così come buona parte dei marchiati, Xaden per primo; la battaglia alla quale è miracolosamente sopravvissuta le ha rivelato la vera minaccia al di là delle protezioni e il suo istinto di giustizia la spinge a voler abbracciare la ribellione.

Xaden è stato dislocato lontano, possono vedersi per poco tempo una volta a settimana: un amore a distanza che fa fatica a ripartire. Lui ha finalmente aperto gli occhi e il cuore verso quello che prova per Violet, ma lei non gli perdona di averle mentito su delle verità così eclatanti.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, le regole a Basgiath sono cambiate, troppe novità sono state introdotte destabilizzando i cadetti e i loro draghi. Le prove del secondo anno si sono ulteriormente inasprite arrivando a livelli pericolosamente estremi.

I secondi episodi sono sempre delle terre di mezzo, situazioni irrisolte, sentimenti sospesi, toni meno forti; ma anche nuove amicizie, alleanze inaspettate, maggiore consapevolezza dei propri poteri. Una carta nuova viene messa in gioco: la gelosia. Violet dovrà scontrarvisi quando incontrerà Cat, la ex di Xaden, e il terreno le si sgretolerà sotto ai piedi.

Ci sarà una sorta di metamorfosi dei personaggi e dei fili che li legano, ma posso già tranquillizzarvi che la storia d’amore fra i protagonisti troverà il modo di proseguire, non senza attriti, ma sarà Xaden a sorprenderci per la sua determinazione a riconquistare la sua Violence.

“Ho bisogno di sapere che ci sarai sempre. Che qualsiasi cosa accada tornerai da me per parlarne o per litigare”


Oltre alle persone, anche le situazioni cambiano all’improvviso e senza poterci ragionare troppo; decisioni drastiche vanno prese, il velo della menzogna è stato squarciato. Cambiano di nuovo alleanze, scenari, priorità; ci si tuffa verso quello che sembra essere il giusto, le conseguenze si affronteranno in seguito. La scena si sposterà ad Aretia, insieme a chi avrà scelto di perseguire la verità.

Sempre fantastici i draghi che diventano quasi la coscienza dei loro cavalieri, spronandoli, facendoli riflettere e sgridandoli quando è necessario. Tairn, sempre più fedele alla sua argentata, dovrà sopportare Andarna in versione adolescente indisponente e questa sua nuova veste si rivelerà inaspettatamente comica.

Lo stile narrativo riflette in modo identico quello di Fourth wing, lasciando il pov a Violet per tutto il romanzo, tranne un unico capitolo finale raccontato da Xaden.

A dispetto di altri romanzi che cedono alle scene piccanti come riempitivi, in questo romanzo la componente spicy è presente ma ben calibrata, non sovrasta la trama ma ne è giusta espressione; una delle scene più potenti, una delle frasi più citate che ha incendiato i cuori:

“La mia casa. La mia sedia. La mia donna.”


Devo confessare di non aver provato lo stesso entusiasmo del primo volume, ho trovato parti veramente noiose e lente che ho faticato a portare avanti ma, nella parte finale, assisteremo all’esplosione di azione e adrenalina che bramavamo fin dall’inizio.

Come il primo volume, anche il secondo si interrompe quando una rivelazione sconcertante ci si palesa e quindi non possiamo fare altro che aspettare un’altra decina di mesi per poter leggere il seguito. Per coerenza questa volta non posso dare punteggio pieno.

 

 

 

Anna

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