Recensione “Into the Dark” di Annabelle Lee

 

 

 

 

 

Dopo l’epilogo surreale vissuto in “Into the sun”, ritroviamo Jade, la protagonista, alle prese con lo sforzo di mettere ordine nella propria vita. Più facile a dirsi che a farsi – un po’ come per tutti noi, specie quando gli ostacoli che troviamo sul cammino sono quelli che più temiamo. Tra verità sconcertanti e la perdita delle rare certezze, il suo viaggio alla ricerca di se stessa continua faticosamente. La ricerca della via diventa una metafora sul mondo e sulla società attuale in cui, a volte, sembra di perdersi annaspando tra i propri dubbi.

Con inaspettata forza, Jade riesce però a trasformare il suo mal di vivere nella sua stessa arma di sopravvivenza, un messaggio di coraggio e riscatto per tutti quelli che, come lei, non trovano il proprio posto nel mondo.

Che sia l’amore la risposta a tutto?

Questa è una recensione particolare per un romanzo unico.

Un anno fa ho avuto la fortuna di incrociare sul mio cammino il primo volume di questa serie ‘Into the sun’ e me ne sono innamorata trovandolo un romance diverso dagli altri, ammetto che leggo molto soprattutto romance ultimamente che è difficile uscire dagli schemi e quindi quando mi imbatto in qualcosa che va contro corrente, in qualcosa di diverso che mi stuzzica l’intelletto e il cuore allora mi fermo e lo assaporo.

Questo secondo volume ‘Into the dark’ parte dalle ceneri del primo tuttavia l’autrice ha una abilità enorme e invidiabile di costruirvi intorno una storia nuova, non solo originale rispetto alla prima e anche a tutto ciò che si trova in commercio, ma unica. Passo dopo passo, quasi senza accorgermene l’amletica Annabelle mi ha portato in un altro mondo, quasi a passo di danza, un mondo fatto di introspezione e anche qui non si può parlare di sola analisi psicologica del personaggio, no, lei riesce ad andare oltre, con le sue frasi catartiche, i suoi aforismi, o le semplici battute che quasi butta li. Eppure non sono mai scontate, sembra quasi tutto perfettamente studiato, tutto in equilibrio, tutto vicino al baratro, pronto a cadere e invece rimane lì, come i protagonisti e la storia stessa. Un crescendo di emozioni, di sorprese, di conoscenze che l’autrice regala al lettore, accompagnandolo per mano nella sua storia, scoprendo le sue carte pian piano, sorprendendolo ad ogni angolo, perché non succede mai quello che ti aspetti, mai. Non parlo poi del finale perché va capito, gustato, e poi capito ancora. Anch’esso non solo originale, non solo sorprendente, non solo unico, di più.

In conclusione posso solo affermare che in mezzo a tanto conformismo questo romanzo e questa autrice sono come mosche bianche, pietre rare e preziose, non si può non leggerle e non conoscerle.

SENSUALITA’:

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