Recensione “In ogni singola vita” di Leta Blake

 

 

 

Neil non è un fantasma, ma è così che si sente. Reincarnato con tutti i ricordi della sua vita passata, trascorre vent’anni intrappolato nel corpo di un bambino, non volendo nient’altro che crescere e reclamare l’amore della sua vita.

Da adulto, Neil scopre che c’è più del tempo perso a separarli. Joshua si è costruito una bella vita, da quando lui è morto. E come dovrebbe presentarsi a lui adesso? Come l’amante morto da tempo, con un nuovo corpo? Con il cuore spezzato, e senza speranza, Neil si rifugia nel lavoro, sviluppando robot microscopici chiamati naniti che possono produrre miracoli medici.

Quando Joshua incontra un giovane scienziato che lavora a un progetto medico, la sua anima percepisce qualcosa a cui la sua mente razionale non riesce a credere. Neil è tornato davvero da lui dopo vent’anni? E se l’impossibile fosse vero, potrebbero finalmente stare insieme?

Subito prima di leggere questo romanzo, ne ho letto uno simile di cui non sono stata soddisfatta. Quindi quando ho iniziato a leggere questo, non ne ero proprio contenta. Per fortuna, ho potuto ricredermi!

Il romanzo, scritto molto bene, riesce a far entrare nella storia e a non far pesare l’assurdità delle sue caratteristiche: ci troviamo di fronte ad una reincarnazione.

Neil era uno scienziato, morto a causa di un incidente. Si ritrova a rinascere, senza essersi dimenticato della sua vita precedente, e soprattutto non riesce a togliersi dalla mente l’amore della sua vita. Joshua ha sofferto molto, ma ha una seconda possibilità di amare. Siccome è un uomo davvero molto fortunato in amore – sono sarcastica – perde anche l’altro amore della sua vita. Cosa accadrà quando Neil e Joshua si rivedranno? Accetteranno la realtà delle cose o la rabbia, la paura, il risentimento e quant’altro andranno loro contro?

La narrazione procede senza troppi inghippi, ogni tanto rallenta, ma serve ai fini della storia. Seppur assurda nella realtà, l’idea della reincarnazione qui viene proposta in maniera tanto naturale da far entrare il lettore direttamente dalla porta principale, senza girarci troppo intorno. Il libro si legge in fretta, ma alcune scene di sesso sono decisamente troppo lunghe.

Il finale è un po’ scontato ma ben narrato. Lo consiglio.ù

firma Claudia

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