Recensione “In fuga dall’altare” di Meghan Quinn

 

 

 

Sawyer Castle, sceneggiatore di Hollywood, sa riconoscere una buona storia d’amore quando la vede. Tuttavia, quando si tratta di romanticismo nella vita reale, è un vero disastro. È così che si ritrova all’altare, mentre la sua ex fidanzata sposa il suo famosissimo migliore amico. La pressione, il risentimento e l’attenzione dei media diventano troppo per lui, e prima che se ne renda conto, fugge, lasciandosi alle spalle una platea di invitati scioccati e i flash dei paparazzi. In preda allo sconforto e all’imbarazzo, finisce a Canoodle, un pittoresco paesino di montagna della California, per dimenticare i suoi dispiaceri al bancone di un pub. Ma quando si umilia con l’ennesima figuraccia da ubriaco, Sawyer decide di tenere un profilo basso e nascondersi lì, nelle case vacanza del posto per un po’. Il destino però non vuole dargli tregua, perché la proprietaria delle baite in cui alloggia è Fallon, la ragazza con cui anni prima ha avuto un disastroso appuntamento al buio e ora non lo degna di uno sguardo. Fallon Long ha abbandonato il suo lavoro da infermiera per trasferirsi a Canoodle e prendersi cura del nonno Sully, affetto da Alzheimer. Sopraffatta dalle ristrutturazioni e da una lunga lista di responsabilità, lotta per arrivare a fine mese mentre cerca di riportare i bungalow di famiglia al loro splendore originale. Quando Sawyer arriva, è grata per l’affitto che le paga, ma lo liquida presto come l’ennesimo superficiale sceneggiatore di Hollywood. Ma mentre le baite e la proprietà subiscono inaspettate migliorie da parte di una manodopera misteriosa, Fallon inizia a vedere Sawyer sotto un’altra luce, quella di un uomo affascinante, sincero, ferito eppure non cinico, anzi romantico e sognatore. E un legame innegabile inizia a svilupparsi tra loro. Tuttavia, le pressioni delle responsabilità familiari di Fallon e la notorietà di Sawyer potrebbero rivelarsi sfide enormi. Canoodle potrebbe essere la cornice in cui sboccia un grande amore, o il vero amore è solo un altro cliché hollywoodiano?

 

Avete presente quei libri che sanno di estate? Che mentre li leggi ti immagini un ombrellone, un lettino, il fruscio delle onde e l’odore della salsedine?

Ecco, questo è il caso! La storia tra Sawyer e Fallon ti fa sognare, ti catapulta in una realtà parallela e ti fa sentire l’odore delle favole.

Sawyer è uno sceneggiatore di Los Angeles, la sua carriera è a rischio dopo essere andato virale sui social per la fuga dal matrimonio del suo ex migliore amico e la sua ex fidanzata.

Fallon aveva una carriera promettente, un lavoro che amava e una vita quasi perfetta, ma l’attaccamento alla famiglia e il suo senso del dovere la riportano a Canoodle a prendersi cura del nonno e a portare avanti l’attività che lui e sua nonna hanno portato avanti con tanta fatica.

Fallon vive tranquilla la sua vita, questo fino a quando non arriva Sawyer. L’attrazione tra di loro è sin da subito evidente e anche se Fallon finge di odiarlo per il loro appuntamento al buio andato male, Sawyer si accorge sin da subito che quella ragazza ha qualcosa di speciale.

La storia scorre veloce e leggera e ti ritrovi alla fine del libro senza sapere esattamente come e quello che più rimane nel cuore del lettore è il rapporto che si instaura tra Sawyer e nonno Sully, perché Sully è il nonno di tutti noi, burbero e imbronciato, ma con un cuore enorme che dispensa consigli preziosi.

Riuscirà la tranquilla cittadina di Canoodle a far vincere l’amore o il caos di Hollywood potrebbe prendere il sopravvento?

La penna della Quinn è come sempre perfetta, coinvolge il lettore, ti fa innamorare dell’amore e ti tiene ancorato alle pagine fino alla fine.

Un romance fresco e frizzante, dove i sentimenti fanno da padrone e l’amore vince su tutto!

 

samanta

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