Recensione in anteprima “ Sotto le cicatrici” di Mary Durante

Quando Malcolm incontra Luka Marev, il nuovo killer della gang rivale, lo inquadra subito come un pericolo: abile con i coltelli, insolente, completamente pazzo.
La scelta più saggia sarebbe ucciderlo o stargli lontano.
Certo, sarebbe tutto più semplice se le loro gang non avessero appena scelto di unire le forze in una tregua, forzandoli a una collaborazione sul filo del rasoio.
O se Luka, con la sua faccia d’angelo, il fisico androgino e gli occhi innocenti fin troppo propensi a cercarlo, non fosse l’esatta incarnazione delle sue fantasie erotiche.
Quando Luka conosce Malcolm Davis, due particolari gli si imprimono sulla retina: la cicatrice che gli deturpa una guancia e gli occhi da predatore.
Potrebbe svelare il mistero che quel gigante rappresenta, sedurlo o ucciderlo. Per lui sono tre scelte ugualmente intriganti, con cui spezzare la monotonia della missione a cui ha dedicato la vita. Quando le ombre del suo passato tornano a galla, ciò che doveva essere un semplice diversivo si rivela invece un gioco pericoloso, da cui non è certo di poter uscire vincitore. Ma il rischio è metà del divertimento, giusto?

Avvertenze: violenza tipica delle gang, maltrattamenti passati su minori, omofobia, accenni a terapie di conversione (non riguardanti i protagonisti). Sono presenti scene di bondage e di leggera dominazione e sottomissione, ma tutte le scene di carattere sessuale sono consensuali e tutti i personaggi sono maggiorenni.

 

 

 

Hi readers Sale e Pepe,
Nuova recensione dedicata a Mary Durante, oggi vi parlo in anteprima di una sua prossima uscita (arriverà il 16), ovvero il contemporary romance autoconslusivo, “Sotto le cicatrici”.

Oramai lo so e lo sapete pure voi che la Durante è una autrice fuori dagli schemi, salvo un’unica – e spero ancora per poco – eccezione, le sue sono storie ad alto tasso di angst, tensione, sangue e dolore (fisico e non solo).

Anche stavolta non si smentisce; dal titolo è già chiaro che questi due personaggi non sono certo dei dolci fringuelli senza problemi, anzi, sotto le cicatrici fisiche ben visibili e vistose, ne nascondono di emotive ancora più grosse e dolorose.

Sto parlando di Malcolm Davis, il burbero trentaseienne, picchiatore dei Gladiator che odia il suo aspetto (in particolare la cicatrice che gli deturpa il volto), perdere il controllo e la gente (più o meno tutta), ma che in segreto invece ama le presentazioni nelle librerie e la solitudine derivante dalla lettura, e di Luka Marev, l’esuberante ventiduenne, assassino – amante dei coltelli – degli Hell’s Spawn gang rivale, che non tanto segretamente ama i dolci, il sesso, infastidire la gente e odia profondamente gli omofobi.

Quindi, due violenti, diversi apparentemente sotto OGNI SINGOLO ASPETTO: da una parte un brat (rubo il termine a Mary stessa perché è perfetto) twinkino iperattivo e amante del rischio Luka, dall’altra un armadio Dominante, scorbutico e poco affabile Malcom che si attraggono come due calamite. L’unica cosa che hanno un comune è proprio essere letali e l’attrazione reciproca.
Però, a dispetto di ciò o forse proprio per questo, le scintille tra loro sono talmente grandi che sin da subito il loro rapporto è più una tempesta di fuochi d’artificio che piccoli sprazzi di luce.

«Malcolm Davis, il cane da guardia dei Gladiator. Incantato,» commentò con un leggero sorriso e perfino un mezzo inchino. Lui si irrigidì, con il piede che gli fremeva per il desiderio di prenderlo a calci, mandando a puttane la fragile tregua tra le loro gang. «La puttana degli Hell’s Spawn?» Le labbra di Marev ebbero un fremito. «Direi di no. Ma se lo fossi, li invidieresti.» Non un accenno di rabbia, nemmeno di sdegno, solo un barlume di divertimento sotto un’espressione altrimenti più fredda del ghiaccio. Avrebbe portato guai.

 

Scostanti, rasenti la violenza, ma mamma mia quanto ho AMATO questi due e il modo in cui si avvicinano, non di certo “timidamente”, perché con un personaggio pazzo e senza peli sulla lingua come Luka ed uno impulsivo e volitivo come Malcolm non è stato proprio un percorso tranquillo, ma direi più scoppiettante e travagliato.
E i problemi non vengono di certo solo dai loro caratteri di fuoco, tutt’altro.

Mary ha descritto una Brooklyn divisa in gang e com’è ovvio saranno proprio quelle a cui i due protagonisti appartengono a portare non pochi problemi: non sarà di certo una relazione rose e fiori.
questi due hanno dei bagagli emotivi non indifferenti e, se fidarsi degli “amici” delle loro gang è difficile, fidarsi l’uno dell’altro non è ugualmente semplice, anzi, forse è persino più complicato.
L’attrazione inspiegabile li spinge l’uno nel letto del l’altro, a cogliere un rischio che per entrambi può portare alla morte

«Dovresti darmi il tuo numero,»
[..] «Così puoi chiamarmi quando sei in vena di una scopata?» Marev scrollò le spalle. «O se ho bisogno di aiuto per muovere corpi molto pesanti.» «Per quello dovresti pagarmi molto caro.» Al suo sorrisetto roteò gli occhi. «E in contanti, in caso tu stessi suggerendo pagamenti alternativi.» [..]
Malcolm glielo prese e digitò rapidamente il proprio numero. [..] Poi si fece squillare il telefono, così da avere il numero di Marev. Dopotutto aveva già intrapreso una serie di decisioni del cazzo. Perché smettere?

Questa attrazione fisica però sgretola i muri che entrambi hanno eretto e piano piano porta in superficie un sentimento che entrambi avevano sepolto, la speranza di una vita normale e di conoscere l’amore.

Che altro aggiungere?
“Sotto le cicatrici” è una storia piena di dolore, tristezza, di violenza e soprusi, ma anche, come dicevo, di speranza di una rinascita, che quando arriva è la cosa più bella, dolce e perfetta (nella sua imperfezione) del mondo.

Ps. Waffle belgi per tuttǝ!

 

 

 

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