
Hunter Shaw è bello, affascinante e una piccola celebrità nel Team Roping universitario. Per non parlare del fatto che sta benissimo con un cappello da cowboy. Non c’è quindi da sorprendersi quando viene inseguito con fervore per essere la star del programma di debutto di un nuovo canale in streaming, un reality show sugli appuntamenti. I soldi offerti farebbero miracoli per l’associazione di beneficenza della sua famiglia, ma è solo dopo aver dato un’occhiata alla presentatrice del programma che si convince. L’ex Miss Montana attira il suo sguardo e il suo interesse a dir poco… sconveniente, visto che sta per uscire con venti donne sulla televisione nazionale.
Anche Kipton Howse ha un disperato bisogno dei soldi provenienti dalla conduzione di Swipe Right, ma per motivi diversi. Senza nemmeno dare un’occhiata al contratto, firma per i due mesi di riprese. Farà il suo lavoro, incasserà il suo compenso e poi metterà il Ranch Shaw nel dimenticatoio. Naturalmente, non pensava di amare così tanto il posto… o l’intera famiglia Shaw… o lo stesso Hunter. Dal momento in cui si incontrano, volano scintille, che diventano sempre più calde man mano che il programma prosegue e nonostante una casa piena di donne che si contendono le sue attenzioni.
La tensione sessuale è ai massimi livelli, quando le cose prendono una piega incredibile, sia davanti che dietro le telecamere, grazie ai fan accaniti dello show, che votano per scuotere le cose in un modo che nessuno si sarebbe aspettato. L’attrazione tra Kipton e Hunter non è più un segreto. Ma almeno una delle concorrenti non è pronta ad ammettere la sconfitta.
Dopotutto… cos’è un reality senza un po’ di dramma?

20 ragazze per un reality, ma lui sogna l’unica fuori concorso…
Anche se questo è il terzo capitolo della serie Love in Montana, e io non ho letto i primi due, non ho avuto la minima difficoltà a entrare in sintonia con le dinamiche della famiglia Shaw.
Ho preso questo romanzo quasi a scatola chiusa: mi è bastato vedere che c’erano di mezzo dei cowboy per catturare la mia attenzione. Purtroppo, però, avevo decisamente sottovalutato la componente reality. Lo ammetto, è un mio limite: detesto il 99% di questo tipo di intrattenimento per via delle falsità e delle macchinazioni che ci stanno dietro, quindi anche i meccanismi messi in atto in questa storia mi hanno urtato, e non poco.
Il protagonista è Hunter Shaw, studente universitario, campione di Team Roping e bello da impazzire. Viene ingaggiato per un reality show di una nuova emittente TV, una sorta di esperimento sociale a tema appuntamenti che, ovviamente, deraglierà ben presto dai binari. Lui non è certo il classico sciupafemmine, ma accetta l’invasione delle telecamere nel ranch di famiglia sia per il compenso, che aiuterebbe la fondazione di beneficenza di famiglia, che per poter conoscere la bella conduttrice.
Lei è Kipton Howse, ex Miss Montana, tanto bella quanto spigliata e verrà scelta come conduttrice. Anche la ragazza si lancia per soldi nel programma, con l’obiettivo di aiutare i genitori. Durante le riprese alloggerà proprio nella casa padronale degli Shaw, trovando in loro un vero porto sicuro. L’accoglienza di questa famiglia è una garanzia, oltre a una predisposizione genetica che li ha fatti tutti belli come il peccato, sono uniti da un affetto sincero, e Kipton si ritroverà “adottata” in men che non si dica.
L’intesa tra lei e Hunter è palpabile fin dalle prime riunioni su Zoom, e di persona l’attrazione diventa così evidente che è impossibile non notarla. C’è solo un piccolo problema: lui ha ben venti ragazze da frequentare per arrivare alla finale con la speranza (da contratto) di trovare l’anima gemella. Ma se ha occhi solo per la presentatrice, come andrà a finire?
Se la parte legata alle interazioni tra i due protagonisti è stata piacevole e godibile, l’atmosfera della trasmissione mi ha fatto letteralmente venire i nervi. Ho odiato ognuna di quelle corteggiatrici pronte a tutto pur di attirare le attenzioni del bel cowboy, tra falsità e arrivismo spicciolo. I protagonisti stessi si renderanno conto di come la produzione stravolga i piani originari solo per soddisfare la brama del pubblico, finendo in un tritacarne mediatico fatto di sondaggi e teatrini ben orchestrati. Probabilmente è stata una scelta deliberata dell’autrice per farci empatizzare con loro e sentirci soffocati dalla situazione… e ci è riuscita fin troppo bene.
In conclusione, se amate i programmi di incontri, adorerete sicuramente ogni singola dinamica di questo libro. Io, invece, l’ho chiuso con un attacco di gastrite per il nervoso! Carino, comunque, ma decisamente non per tutti i palati.



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