Recensione “Il tempo per amare ancora” di Patrisha Mar

 

 

 

Ho un buco qui al centro del petto quando non ci sei. Non ho altro modo per colmarlo che restarti accanto.”

Kieran Kane è stato abbandonato da sua moglie e si ritrova solo a crescere il figlio Kallum. La famiglia e la terra ereditata dal padre sono le uniche cose a cui tiene, non permetterà più a nessuna di far breccia nel suo cuore.

Noreen Burke è una giovane donna che alleva cavalli ed è innamorata da tanto tempo di Kieran, ma lui continua a chiamarla marmocchia.

A complicare le cose Nealla, che ha delle mire su Kieran e non è disposta a lasciarlo a unʼaltra donna.

La magica Irlanda, grandi emozioni e la forza di un amore impossibile vi accompagneranno in un viaggio indimenticabile nei sentimenti, alla ricerca della felicità.

In un libro quello che colpisce oltre ai due protagonisti è anche la location. Qui siamo in Scozia, e che paesaggio!

Vallate verdi, colline, aria fresca, vento, pioggia, tutto ciò che la natura dona, urla, sprigiona. Mi immaginavo lì distesa sull’erba fresca, o a galoppo su un cavallo, libera come l’aria.

Il romanzo si apre con il dolore del protagonista per una storia finita, il suo instancabile lavoro e la sua dedizione per la famiglia, conosceremo così Keiran.

Continua con la spensieratezza, le lingua tagliente, il sorriso contagioso della dolce Noreen.

E staremo lì a macinare pagine per questa relazione strana, amichevole, disarmante, speranzosa.

“Un amore vissuto in silenzio, in solitudine, mai alimentato da nulla che non fossero sguardi casuali, o magari un’arruffata ai suoi capelli”, chiacchiere allegre, confidenze scritte su un diario ormai logoro e consunto dalle lacrime.

Lei, la marmocchia, lui l’irraggiungibile.

“Essere pungolato da quella strana ragazza era proprio un toccasana. Gli aveva messo il buonumore ed era fantastico… Aveva percepito il suo calore su di sé, le curve di un corpo che di bambina non avevano più nulla.”

Sentirsi diverso, differente, impotente di fronte a quell’amore che non sente di meritarsi, sei anni di differenza, un figlio di “troppo”, una società capace di condannare. Un amore che già ha il passo tagliato, prima ancora di alzarsi e riuscire a camminare.

La paura di perderlo, la paura di non riuscire a vivere quel sogno già troppe volte “sognato”.

Amo la Mar, amo tutto ciò che scrive, la sua scrittura sempre delicata e attenta, romantica e tenera, è capace di farti innamorare di tutti i suoi protagonisti.

Dolce e soave, la Regina del Rosa Italiano, ha scoccato ancora le sue frecce per far innamorare e noi siamo state colpite.

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