Recensione “Il suono del domani” di Sara Santinato

 

 

 

Alan Mars è un sedicenne prodigio del violino, ma poco prima del suo debutto, sua madre perde la vita in maniera tragica.

Alan si sente in colpa per l’accaduto, e dopo quattro anni porta ancora con sé le cicatrici di quel giorno.

Tormentato da incubi e fobie, non riesce a lasciare andare il passato e a condurre una vita normale.
A incrinare la sua già fragile quotidianità interviene la dichiarazione del padre, che decide di accogliere in casa la sua nuova compagna con il figlio venticinquenne: Jay Dunst.
La convivenza con Jay si dimostra da subito impossibile: Alan cerca di nascondere le proprie fobie per non essere preso di mira e nello stesso tempo dichiara guerra a Jay per allontanarlo da casa.

Interviene Roy, migliore amico di Jay, che si avvicina sempre di più ad Alan. Jay è turbato dalla loro improvvisa e immotivata vicinanza e per qualche ragione vederli insieme lo sconvolge.
Alan nasconde le sue paure, Jay sembra avere un segreto che non vuole confessare.
Uno di loro deve fare un passo indietro lasciando l’altro libero di vivere la propria vita serenamente, oppure entrambi finiranno per distruggersi a vicenda.

Uno dei romance m/m più belli che abbia mai letto finora!

Bellissima la trama, coinvolgente, in alcuni momenti molto toccante, quasi da farmi commuovere.

E’ una storia che parla di crescita, di superamento dei propri limiti e di ricerca della felicità.

Il dolore insormontabile derivato dalla morte della madre di Alan, mi ha veramente stravolto e coinvolto totalmente, la scrittura impeccabile ha permesso che sentissi totalmente il suo dolore, e che vivessi in primis, come fossi il protagonista, le fobie legate alla morte della madre, create dal profondo senso di colpa di Alan.

Alan mi ha fatto commuovere per la sua delicata sensibilità e fragilità, per la forza interiore, risorgere lentamente pur di riprendere a vivere come un tempo.

Jay è il tipico ragazzo duro esteriormente, ma tanto sensibile e dolce nell’animo.

L’accettazione di se stesso è la cosa che mi ha più colpito e che ho ammirato più di tutto.

Dave, il migliore amico e fratello, non per nascita, di Alan, è il migliore amico che tutti vorrebbero, compresa io! E’ colui che ha saputo far vivere e sognare un amicizia unica, speciale, ricca di stima, fiducia e rispetto reciproco.

Non posso ovviamente non dire nulla riguardo allo straordinario padre di Alan, un uomo meraviglioso, orgoglioso del proprio figlio, che ha saputo fin da subito rispettare la natura di Alan, senza pregiudzi, pronto ad esserci sempre per il proprio figlio.

Una storia meravigliosa, che riesce a far vibrare l’anima, proprio come il violino di Alan con il suo archetto, creando una bellissima melodia, un incredibile capolavoro come questo romanzo.

zara

ELEONORA

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