Recensione “Il ribelle” di A.D. McCammon

 

Thatcher Michaelson è un bullo.

Arrogante, crudele, spietato.

Ed è il ragazzo più affascinante che abbia mai visto.

È il ribelle della Westbrook High, mentre io sono solo la fastidiosa ragazza perbene che lui ha ribattezzato “Santarellina”.

Deve esserci qualcosa di sbagliato in me: dopo quasi due anni di occhiatacce e continue umiliazioni, ho ancora una cotta per questo ragazzo che mi ha odiata a prima vista.

Ma poi mi ha baciata e, al posto dello sguardo impassibile a cui ero abituata, ho riconosciuto la passione ardere nei suoi occhi scuri incandescenti.

 

Violet St. James non appartiene al mio mondo.

Dolce, gentile, pura.

Lei è tutto ciò che io non sarò mai.

Non ha l’aspetto di un angelo: è un angelo. E ho lottato contro ogni impulso di volerla per me.

Ma tutti i miei sforzi si sono vanificati nell’attimo in cui ho assaggiato le sue labbra. Non riesco a starle lontano, e adesso tutto è cambiato.

Lei è determinata ad abbattere i muri che mi sono costruito intorno, ma la mia piccola Santarellina ignora le conseguenze delle sue azioni.

Mi dice che non ha paura dello schianto.

Eppure dovrebbe.

 

Il bullo e la sfigata.

Lui è il classico bad boy della situazione, lei la santarellina. Cosa li potrà mai avvicinare?

Il destino mescola bene le sue carte e i due, in un modo o in un altro, finiscono con lo scontrarsi e infine…

“Io sono lo stronzo che continua a cercare modi per rimanere solo con te perché ho un bisogno disperato di toccarti, anche se so che non dovrei e non ne ho il diritto.”

Arrogante lui, dolce lei.

Stronzo e pura.

Un tira e molla che dura due anni e una resa dei conti che fa sciogliere anche il ghiaccio nell’Antartide.

Uno young-adult da leggere in un batter d’occhio, due protagonisti che ti rapiscono portandoti in una dimensione del tutto nuova e fatta di sguardi, di mordi e fuggi, di voglio ma non posso, di non ti merito e molto altro ancora.

E lui sarà della serie: “Ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro.”

A noi l’ardua sentenza.

Una coppia ben assortita, un amore che cresce lentamente, quell’odio ma ti amo sulle labbra dei due amanti.

Una scrittura fluida, tenera e passionale allo stesso tempo, consona al genere, ai protagonisti piuttosto giovani, nulla è lasciato al caso, termini, dialoghi, ambienti ed esperienze sessuale abbastanza soft.

 

 

firma Claudia

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