Recensione “Il piccolo caffè della felicità ritrovata” di Saki Kawashiro

 

A Tokyo c’è un caffè unico e speciale, dove è possibile aggiustare il proprio cuore infranto. Accoglie chiunque stia soffrendo per la fine di una relazione, aiutandolo a superare la tristezza, offrendogli uno spazio sicuro per esprimere le proprie emozioni e iniziare un percorso di rinascita. Dopo essere stata lasciata dal suo grande amore, Momoko è lì che si ritrova, affranta e sconsolata. In quel locale incantato e misterioso, condivide la sua storia con il proprietario e gli altri clienti presenti in quel momento. E, mentre racconta il suo dolore, si reca in cucina e prepara il piatto preferito del suo ex fidanzato: il curry di pollo. Dopodiché, lo serve agli avventori e scopre che quel gesto all’apparenza semplice le permette di sentirsi meglio e di guarire le sue ferite interiori. In quell’insolito rituale, infatti, ritrova un po’ di sé stessa, come se ogni sorriso ricevuto, ogni parola di conforto, contribuisse a farle compiere un passo verso la felicità. Si rende conto allora che in quel caffè sospeso nel tempo, il cibo diventa catartico e dissipa tristezza e rimpianti, preparando i cuori ad accogliere di nuovo l’amore…

 

Un libro coccola che durante le feste è l’ideale, con i suoi gesti semplici e altruistici che fanno bene al cuore.

La prosa dell’autrice è lenta, ma intima e dolce, ci sono stati passaggi dove ho trovato la narrazione prolissa e ripetitiva ma, nel complesso, è stata una bella lettura che mette pace nell’anima.

Una di quelle letture che rilassa, troppo dolce, troppo bella, troppo mielosa ma che non da fastidio, anzi, rallegra e calma.

Parla di rinascita, di un nuovo amore, di resilienza e scalda il cuore.

Ci saranno anche dei passaggi ironici, battute semplici che tra un sorriso e un rammarico ci terranno compagnia.

 

Anna

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