Recensione “Il modo giusto per sbagliare” di Lexi Ryan

 

 

 

Le voci sono vere. La mia vita è un casino totale, per non parlare della mia fortuna in amore: mamma single. Sì, sono impegnativa.

Pensavo che la cosa peggiore del mio ritorno a Jackson Harbor fosse subire i pettegolezzi della gente. Ho dovuto imparare a tenere la testa alta e stupide maldicenze vecchie di dieci anni non mi fanno paura. Eppure mi sbagliavo: la parte più difficile è resistere al mio capo. Brayden Jackson è alto, moro, bellissimo. E grazie a una notte di fuoco risalente a sette mesi fa, so esattamente cosa mi sto perdendo quando lo respingo. Ogni delizioso centimetro del suo corpo. Devo prendermi cura di mio figlio e cercare di tenermi il lavoro, quindi continuerò a rifiutarmi. Ma la mia sfortuna non ha intenzione di mollarmi, e all’improvviso io e il mio prezioso quattrenne ci ritroviamo senza una casa. Per di più, a Natale. È per mio figlio che accetto l’offerta di Brayden di stare da lui. Una dopo l’altra le mie difese stanno cadendo. Se Brayden fosse furbo scapperebbe, perché è solo questione di tempo: presto si accorgerà che si merita di più di quello che può offrirgli una ragazza come me. A meno che, per una volta, la fortuna non stia cominciando a girare.

“Sgualdrina, baldracca e puttana” sono gli epiteti che Molly si porta dietro da tutta la vita. Ritornare nella sua città d’origine e ritrovare quella ritrosia nei suoi confronti è un duro colpo.

Il libro si apre con una notte di passione “da dimenticare”, sette mesi prima, tra capo e dipendente.

“Uno sbaglio. Se davvero lei fosse un errore, sarebbe l’unico errore che sono disposto a ripetere.”

Portare e mantenere il rapporto sul piano professionale è l’unica soluzione.

Ma uno sfratto la vigilia di Natale costringerà Brayden e Molly a stare sotto lo stesso tetto, e la passione sopita?

Farà un grosso “BOOM”.

La passione e l’eros in questo libro sono alle stelle, scambiandosi di posto con temi abbastanza impegnativi, la lettura aleggia su un piano abbastanza neutro e il divertimento, l’amore, il rancore si controbilanciano nei vari capitoli.

E dalla merce avariata e rovinata si passa a dichiarazioni tipo “Non avrei mai voluto assumerti perché ti desidero da quando, otto anni fa, ti sei intrufolata nel mio letto” o “Penso a te e vorrei farti tutte le cose che mi hai proibito, e divento uno stronzo egoista.”

Il cuore del libro? Il senso di famiglia, le chiacchiere tra fratelli, i consigli e le pacche sulle spalle che incoraggiano.

Un altro tassello che completa la serie di questa famiglia spettacolare.

Ottima lettura.

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