Recensione “Il gusto speziato dell’amore” di Silvia Casini

 

 

 

 

 

Stella si è trasferita da Firenze a Roma per dimenticare il suo ex e aprire una libreria galleggiante sul Tevere specializzata in arte culinaria: Il sapore dei libri. Proprio dalla fusione di queste passioni è nato «Florario rock», il ricettario che Stella ha firmato con lo pseudonimo Josephine Alcott, best-seller e caso editoriale dell’anno. Per superare il divorzio, Gabriele ha deciso di trasferirsi da New York a Roma, dove gestisce una società di format TV e si dedica alla sua passione segreta: la cucina. Il giorno in cui si imbatte nella lettura di «Florario rock», gli eventi prendono una piega inattesa. Ne è talmente entusiasta da scrivere all’autrice dando inizio a una fitta corrispondenza. Ma il giorno in cui organizza un evento per incontrare l’acclamata scrittrice, Gabriele scoprirà che non esiste alcuna Josephine Alcott…

Lo stile è elegante, delicato. Mi è sembrato di fare un viaggio attraverso l’eterna e immortale Roma tramite il cibo, la musica e l’arte.

Ho apprezzato davvero molto le descrizione dell’antica Città, sembrava veramente di camminare in quelle strade grazie alla descrizione minuziosa dei particolari. Magico direi!

Ebbene sì, una magia, una poesia. A mio avviso sono le parole che descrivono al meglio questo testo. Parole in prosa che sembravano versi decantati da qualche poeta ottocentesco.

La descrizione della luna riflessa nelle acque del Tevere. Ho ancora i brividi. Sentivo quella brezza, quel calore dei ricordi sulla mia pelle.

Ho vissuto la malinconia di Stella attarverso i ricordi della nonna, il suo malessere, il suo sentirsi in colpa. L’amore della nonna mai scemato anzi esaltato e ricordato in modo sublime tramite la cucina.

Ho amato i dialoghi tra i protagonisti, in particolare quei battibecchi esilaranti. Ho apprezzato il loro scambio di e-mail. Ho apprezzato Gabriele e il suo voler rinascere dai ricordi, dal passato.

L’ alchimia in cucina, le loro poesie nei piatti da gustare, quell’armonia nella musica da ascoltare. Ho sentito aleggiare l’amore tra le pagine, un amore poetico e delicato.

Ho avuto qualche difficoltà nel conoscere tutti i testi e film descritti nel libro, e anche nell’accostare tutti quegli ingredienti “strani” e particolari descritti per preparare qualche pietanza ma potrebbe essere un mio limite.

L’unica pecca dell’intero romanzo è che gli sguardi e il nascere di quel sentimento chiamato amore  non sono stati descritti minuziosamente, come invece è acaduto per le ambientazioni e i dettagli. Non si parlava di occhi sognanti nè di brividi al primo bacio e via discorrendo, mi aspettavo un pò più romanticismo in queste descrizioni, lì è mancata la vera poesia.

Il finale è stato una scoperta, l’attesa, la verità.

Un libro è come uno scrigno trovato negli abissi del mare. Una magica scoperta. A volte troverai un tesoro altre volte semplicemente un forziere vuoto. Però anche quel vuoto ha creato emozioni.

Amo leggere.

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