Recensione “Il club del peccato” di Ilari C.

 

 

 

Sono Marlene. O almeno lo sono quando mi spoglio davanti a uno schermo, con indosso solo una mascherina in tinta coi miei occhi grigi. Non lo faccio per soldi. Non ho dei genitori bisognosi di cure né vivo in una catapecchia con il soffitto invaso dalla muffa. Non devo neanche pagarmi gli studi, la mia famiglia li ha pagati per me fin dal mio primo vagito. Lo faccio perché odio la mentalità perbenista che mi circonda. Lo faccio perché mi piace.
Tutto filava liscio fino a quando mia madre ha deciso di entrare in politica. Ricordo bene la prima volta che l’ho incontrato, le piccole pieghe attorno agli occhi donavano intensità al suo sguardo scuro, il maglione azzurro che indossava non riusciva a nascondere il suo fisico allenato. Ricordo bene ogni dettaglio, perché da quel giorno è cambiato tutto.

Tutto ha inizio con un’attrazione fatale.
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO

Libro erotico, e devo ammettere che non è un genere che amo particolarmente. È un romance
troppo sensual, troppe scene di sesso, troppo di troppo.
La trama non brilla di originalità e i primi capitoli con l’inserimeno di termini troppo da “dizionario
Treccani” mi hanno fatto storcere il naso. Diciamo che la vena universitaria si imponeva con forza su
quella della cam girl.
Non ho capito l’anonimato sul paese… mah!
Devo ammattere che a metà libro la storia si riprende. La nostra Marlene inizierà a prendere “forma e
protagonismo” consoni al suo ruolo e il pathos di scene e decisioni avranno la meglio.
Gaia riuscirà ad affermarsi nella sua vera identità o continuerà nel suo gioco di bugie?
Non avremo di certo la redenzione imminente del nostro protagonista. Ci farà soffrire e non sarà facile
fargli aprire il cuore, quando lui stesso non crede di averne uno.
Sette stanze, sette vizi capitali, sette piaceri diversi ma il cuore riuscirà a prender potere?
Un libro che non ha sfruttato appieno le sue potenzialità ma che, nel complesso, si è rivelato una bella
lettura.

Giovanni

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